E al terzo giorno già spuntano sciacalli politici

Terremoto
il vicepresidente alla Camera Luigi Di Maio alla  presentazione a Napoli dei candidati del Movimento 5 stelle alle prossime elezioni amministrative per il Comune di Napoli, 27 aprile 2016.
ANSA / CIRO FUSCO

Certo che bisogna discutere ma non seminare nuove tensioni

Era troppo bello un clima di sospensione della polemica politica. Non siamo ancora alle baruffe da talk show, ma qua e là già si percepisce una voglia di farsi notare, mettere bandierine, menare le mani. Naturalmente speriamo di sbagliare ma forse siamo ai primi sciacallaggi politici. 

In questa fase tutto serve tranne che la demagogia, le recriminazioni. Brutto dirlo, ma quando senti personaggi strologare su presunti ritardi dei soccorsi – come ha fatto questo Aldo Giannuli, uno degli “intellettuali” d’area M5S stamane a Omnibus – si ha l’impressione che gli sia dispiaciuto che i soccorsi, come lui sa, siano stati tempestivi e efficaci.

Di un altro “intellettuale”, che però ha rotto con Grillo, cioè Paolo Becchi, che volgarmente insulta Delrio e i 50 milioni stanziati ieri, non merita parlare.

Poi c’è il deputato M5S Riccardo Nuti, che con un tweet invita legittimamente a versare soldi su un certo conto corrente per i terremotati “che sarà trasparente per chi giustamente non si fida…”. E certo, il tuo conto è buono, degli altri, “giustamente”, non ci si fida. Di quello della Protezione civile, non ci si fida? Ma come si permette?

Non mancano gli intelligentoni-dietrologi. E qui arrivano i pezzi grossi: Luigi Di Maio, per esempio. Che si scandalizza per una cosa ovvia detta da Graziano Delrio a Porta a Porta che aveva accennato alle possibilità occupazionali quando si tratterà di ricostruire, un concetto banale che però non ha impedito al vicepresidente della Camera, nonché candidato M5S per palazzo Chigi, di tuonare: “Delrio a Porta a Porta dice che i terremoti creano Pil. Lo dica alle famiglie delle vittime! Il ministro deve chiedere scusa”.

Infine, c’è il disgustoso parallelo istituito da Libero, “Vittime del sisma in palestra, extracomunitari in albergo” – che per la verità era stato improvvidamente creato ieri da quel povero Bertolaso – che potrebbe diventare lo slogan di Salvini.

Sono primi scricchiolii di quella concordia nazionale giustamente invocata dal premier. Che non significa non discutere – è il timore di settori della sinistra sempre avida di dibbbattiti -, significa semplicemente evitare di seminare nuovi odii e tensioni, l’ultima cosa di cui c’è bisogno.

Vedi anche

Altri articoli