Il dubbio amletico del Fatto: con Bassolino o contro Bassolino?

Il Fattone
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Il (ri)candidato sindaco di Napoli: male in quanto riciclato ma bene in quanto anti-Renzi

Sconcerto fra i lettori del Fatto dopo la decisione di Antonio Bassolino di (ri)candidarsi a sindaco di Napoli. Non è chiaro, infatti, se ci si debba schierare contro oppure a favore.  Se Bassolino sia un impresentabile rottame che ha trascorso tutta la vita “a fare, a politicare e a presenziare”, oppure, al contrario, una vivace sorpresa che “rende le primarie del Pd un po’ meno farsesche”.

E insomma se sia più importante l’appartenenza di Bassolino ad una stagione passata e conclusa, oppure se l’importante sia che Bassolino, oggi, infastidisce Renzi.

Un autentico, amletico dilemma che il soviet di Travaglio non riesce a sciogliere.

Nel dubbio e per non sbagliare, oggi il Fatto prende una duplice posizione: a favore e contro. Giusto per non lasciare nessuna strada inesplorata, in attesa di farsi un’idea più precisa.

Così, l’intera pagina 8 è dedicata ad un fotoracconto poco edificante che ci mostra l’ex sindaco di Napoli ed ex governatore della Campania in compagnia di Andreotti, di Maccanico e di De Mita. “Don Antonio, diploma di terza media e il sole di Napoli in faccia – si legge – l’ha appoggiata piano: ‘Mi candido’. Ed è subito commedia, subito Totò”.

A pagina 17, però, l’opinione del Fatto cambia bruscamente, il quadro si rovescia e Bassolino conquista un bel 7 in pagella (contro il 4 di Alfano e il 2 di Salvini) perché “la presa che il premier e i suoi hanno a livello nazionale, a livello locale non esiste”, e dunque “meno male che esistono i Bassolino” a rompere le uova nel paniere renziano.

Chi ha ragione? Il Fatto di pagina 8 o il Fatto di pagina 17? La prudenza suggerisce di attendere: quanto più Bassolino litigherà con Renzi, tanto più salirà nel pantheon di Travaglio; ma se mai dovesse fare pace, un’inappellabile sentenza di condanna è già pronta.

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