Draghi c’è, Bruxelles no

Economia
Il presidente della BCE Mario Draghi durante la celebrazione del centenario della nascita di Federico Caffè alla facolta' di economia di Roma Tre, Roma, 12 novembre 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Draghi, baluardo dell’economia europea, fa il possibile. Manca Bruxelles

Gli stessi operatori dei mercati finanziari hanno faticato non poco a capire tutte le implicazioni delle decisioni di politica monetaria adottate giovedì da Mario Draghi. Le Borse prima sono salite a candela, poi sono scese a precipizio, mentre ieri, dopo una notte di più attente valutazioni, gli acquisti sono stati frenetici. Le quotazioni sono salite a Milano del 4,8% circa mentre i tassi d’ interesse hanno ripreso a scendere. Quindi il governatore della Bce, almeno stando alle reazioni dei mercati, sembra aver centrato l’obiettivo che era in primo luogo quello di far tornare la fiducia sulle capacità della Banca Centrale Europea di intervenire per contrastare la bassa crescita dell’ economia e i rischi di deflazione. Inoltre la Bce sembra sia riuscita, almeno per ora, a fugare le preoccupazioni delle banche, soprattutto quelle tedesche, per gli effetti dei tassi d’interesse negativi sui loro bilanci, in quanto i nuovi prestiti “Tltro” a tassi zero, o addirittura a premio, dovrebbero compensare la minora redditività degli impieghi. E infatti sono stati proprio i titoli delle banche a trainare al rialzo tutto il listino azionario.

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