Dove non arriva la rottamazione, arriva il M5S

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Nella combo di due foto pervenute rispettivamente dall'ufficio stampa della Biennale e dall'ufficio stampa della presidenza del consiglio, Beppe Grillo e Matteo Renzi vicinissimi stamane a Venezia, nei padiglioni della Biennale Architettura, dove però non si sono incrociati, 28 maggio 2016. Il premier effettuava il giro della mostra, dopo l'inaugurazione ufficiale, assieme ai vertici della Biennale e alle altre autorità, il leader dei '5 Stelle' era negli stessi momenti in visita privata, e assai probabilmente nessuno dei due sapeva della presenza dell'altro. ANSA

Quando il Pd si chiude, gli elettori si allontanano. E ora hanno trovato un’alternativa

La sconfitta elettorale alle amministrative ha decretato una considerazione ineccepibile: la rottamazione a livello locale non è mai iniziata. Abbiamo assistito ad un partito che a livello locale risulta in molte zone inesistente, dove a decidere tutto sono poche persone.

L’errore che è stato commesso fino a questo momento è stato quello di voler vincere a tutti i costi, inglobando all’interno anche chi con il rinnovamento non aveva nulla a che fare e lasciando fuori dalle decisioni i militanti che più di tutti si sono sempre sacrificati per il partito. Molti per questo motivo si sono allontanati.

Rispetto agli anni passati, ora chi ha voglia di mettersi in gioco, vedendo il partito locale chiuso, arroccato su se stesso, ha un alternativa: il Movimento Cinquestelle. Ci sono tanti giovani e meno giovani, che non avrebbero nulla da invidiare a Raggi o ad Appendino, ma fino a questo momento sono rimasti isolati e messi in disparte dai potentati locali.

È da tempo che si lanciano messaggi a Matteo Renzi in merito alla situazione dei territori. Fino ad ora il grido di allarme non era stato ascoltato, ora dopo questa pesante sconfitta alle elezioni amministrative, più che con il lanciafiamme dovrebbe intervenire con la ruspa. Non c’è più tempo per rimandare la rottamazione anche a livello locale: o si interviene adesso o è a rischio anche il referendum di ottobre, con conseguenze su tutto il governo e sulla tenuta del Paese oltre che, ovviamente, del Partito democratico.

Matteo è il momento di intervenire, Adesso!

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