Dopo l’expo, Milano sarà un riferimento mondiale per la ricerca

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Human Technopole sarà una sorta di silicon valley che vuole attirare ricercatori da tutto il mondo per studiare e produrre nuove idee e nuove tecnologie

Sette centri di ricerca, trentamila metri quarti destinati ad ospitare quella che vuole e può diventare una straordinaria occasione per la nostra città e per il nostro Paese. Questo in estrema sintesi e il progetto che Matteo Renzi ha presentato recentemente al Piccolo Teatro e che non solo sarà localizzato nell’area di Expo al posto dei capannoni dei Paesi che si stanno dismettendo, ma concretamente darà continuità proprio sui contenuti di Expo: nutrire il Pianeta, quindi l’alimentazione, la salute, la lotta alla malnutrizione e alla povertà. A chi era legittimamente preoccupato che il dopo Expo potesse coincidere solo con una speculazione edilizia nell’area e a chi, al contrario, ha temuto tempi biblici per la definizione degli interventi sul sito con conseguente degrado, le istituzioni milanesi, insieme al Governo, rispondono con lo “Human Technopole”, una sorta di silicon valley che vuole attirare ricercatori da tutto il mondo per studiare e produrre nuove idee e nuove tecnologie che abbiano come obbiettivo migliorare la vita delle persone: salute, genetica, nanotecnologie per invecchiamento e alimentazione.

Entro tre anni il centro sarà già operativo e a regime darà lavoro a 1.500 persone e ricercatori.

Al progetto coordinato dalla Lit di Genova contribuiranno tutte le Università e i centri di ricerca milanesi e lombardi.

Il Governo finanzierà il progetto con un miliardo e mezzo in dieci anni. È un investimento sul futuro dell’intero Paese, ma così Milano diventerà su quei temi un punto di riferimento mondiale della ricerca e, ancora, sarà l’occasione per far nascere nuove aziende, per sostenere e innovare l’agricoltura.

Ecco, per sei mesi abbiamo guardato ad Expo come ad una grande manifestazione che ha messo Milano al cento del mondo, ha dato lavoro e prestigio durante l’evento. Oggi possiamo concretamente guardare ad Expo come ad una opportunità per il futuro che stiamo cogliendo, investendo l’eredità di Expo, i valori che ha rappresentato, le idee che ha fatto circolare sul futuro.

E creare servizi abitativi prima di tutto in quell’area sarà un’altra sfida da cogliere, proponendo idee innovative per far fronte alle richieste di chi lì lavorerà e di chi studierà.

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