Doping? Per il Fatto è tutta colpa di un generale morto

Il Fattone
Filippo Campioli of Italy competes in the men's High Jump final at the Beijing 2008 Olympic Games, Beijing, 19 August 2008.
ANSA/Kay Nietfeld

Nel mirino l’agenzia gestita secondo il quotidiano da Cosimo Piccinno, che però è deceduto a giugno dopo una lunga malattia

Un lettore del Fatto molto più attento di noi ci segnala un interessante articolo sullo scandalo del doping apparso ieri sul giornale di Marco Travaglio. Si tratta, com’è nello stile del quotidiano, di una dura requisitoria che non assolve nessuno: “Non erano solo gli atleti a non far sapere dove erano [per sfuggire ai controlli a sorpresa, ndr], erano gli stessi organi di controllo del Coni e della Fidal a non insistere troppo per saperlo”.

In particolare, nel mirino del Fatto c’è la nuova agenzia antidoping del Coni, annunciata da Malagò come “una svolta epocale” e che invece “in barba alla legge che da 15 anni richiede la creazione di una commissione veramente indipendente e terza […] è gestita dal generale dei Nas Cosimo Piccinno negli stessi uffici dello Stadio Olimpico dove operavano prima quelli della Coni-Nado, e utilizza anche buona parte dello stesso personale, quello che in buona sostanza chiudeva un occhio”. Non sappiamo se la continuità degli uffici e di “buona parte” del personale sia di per sé una prova di inefficienza o addirittura di collusione, ma quel che è certo è che il generale Cosimo Piccinno, purtroppo, non ne è affatto il responsabile. E’ infatti venuto a mancare lo scorso giugno, dopo una lunga e spietata malattia, alla vigilia del suo sessantacinquesimo compleanno.

Piccinno, generale comandante dei Nas insignito nel 2010 della medaglia d’oro al merito della sanità pubblica, aveva firmato a gennaio un accordo-quadro con il Coni. “L’Arma dei Carabinieri – aveva detto in quell’occasione– con la firma odierna dell’accordo assume un ruolo di partner istituzionale poiché intraprende un cammino complesso e delicato, diretto a rendere, in un contesto di reciproca, leale e propositiva collaborazione, l’attuale struttura antidoping del Coni sempre più indipendente”. Purtroppo Piccinno non ha potuto dare seguito al suo impegno. A capo dell’agenzia antidoping c’è da settembre il generale Leonardo Gallitelli.

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