Domenica un Sì per regalarci un sogno

Community
Sugli appositi espositori allestiti dal Comune di Napoli i manifesti per il Si e per il No al prossimo referendum costituzionale, 28 novembre 2016.
ANSA /CIRO FUSCO

Un appello diretto a tutti, ma in particolare agli amici e compagni social – democratici

Un appello diretto a tutti, ma in particolare agli amici e compagni social – democratici, a tutti coloro il cui cuore orgogliosamente batte dalla parte giusta. E magari ex. Ex militanti, Ex compagni, ex…… perché delusi ed impauriti. Vi rivelo una cosa, condivido in pieno la vostra stessa identica rabbia. La rabbia di chi ha creato un partito con le buone intenzioni, ne ha vissuto le gioie per un progetto grandioso che aveva l’ambizione di unire tante diverse forse politiche, e ne ha vissuto, poi, le divisioni. E parlo a quella parte, forse impaurita dal futuro, o che ha paura di perdere privilegi finora garantiti. Perché il divisionismo ci ha reso più deboli, meno credibili agli occhi della gente, producendo l’allontanamento degli elettori.

E adesso abbiamo una grande responsabilità, e non è vero come si sente dire, che tanto peggio andranno le cose più facile sarà ricostruire il percorso politico, perché, di fatto, il “tanto peggio, tanto meglio” in politica non funziona. É stato un grande impegno quello di molti per questa campagna che è costata anche in termini personali, perché il  futuro dei nostri figli merita di più di quanto ci hanno lasciato, e dovremmo dimostrare una volta per tutte, che siamo contro una politica che non ci appartiene, che è servita a taluni solo per far carriera, che siamo contro la logica dei favori e che siamo contro gli intrecci tra politica e inciuci.

Siamo contro una politica fatta di costi e di Enti inutili, e per questo occorre dare segnali a chi fa fatica a sopravvivere, con maggiore semplificazione, investimenti, azioni concrete immediate, decisionismo, tempi certi di legislazione e stabilità di governo. Per queste ragioni, con estrema onestà, vi chiediamo di non disperdere e non sprecare il vostro voto per un solo atto di protesta.  Non possiamo più permetterci di evitare le nostre responsabilità, e la croce sul Sì vuol dire sostenere un processo riformatore di cui questo Paese ha estremo bisogno. Non significa essere “renziani” o meno, questa riforma riguarda tutti, perché è utile riconoscere che servirà a chiunque governi in futuro e fornirà maggiore trasparenza nelle decisioni parlamentari. Cadranno gli alibi per chi governa che, insieme alle opposizioni, avrà più forza. Taluni la definiscono riforma ” timida” e molto mediata con le forze politiche.

Ma quale centralismo? Con il Sì avremo ancora un Presidente del Consiglio che non potrà comunque sostituire i ministri incapaci ( magari necessario) o chiedere lo scioglimento delle Camere: in Italia il premier è, e resterà, un coordinatore, anche dopo questa riforma. Ed in più le competenze delle Regioni torneranno allo Stato. Pensiamo alla Sanità, avrà finalmente uguale finanziamento dalla Lombardia alla Calabria. Al Pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia, per accedere alle cure, ci vogliono 24 ore di attesa, non perché il personale sanitario è incompetente, ma perché il servizio, a causa del piano di rientro, ha poco personale medico e infermieristico, ed i costi delle cure mediche è differente a causa dei prezzi decisi dalle Regioni. Se una donna viene violentata, ha diritto ad essere accolta in un’area ospedaliera protetta, come esiste in Toscana con Codice rosa, che oggi seppur istituzionalizzato non è presente ovunque proprio a causa della non omogenizzazione territoriale. Se riuscissimo ad uscire dalla polemica potremmo vedere realmente che la riforma ha innegabili vantaggi.

Il superamento del bicameralismo perfetto, per eliminare il Ping pong tra le due camere, spesso difformi per maggioranze diverse, con i senatori che saranno ridotti a 100, porteranno i territori ad avere più voce. Si riformerà  il Titolo V, verranno abolite definitivamente le provincie. Si abolirà il Cnel. Si limiteranno i decreti legge. Si introdurrà il voto a data certa sui disegni di legge essenziali per l’attuazione del programma di governo. Si introdurrà  l’obbligo del parlamento di votare le leggi di iniziativa popolare, rafforzando lo strumento del referendum. E finalmente verrà messa nero su bianco la “rappresentanza di genere” nelle istituzioni, che possa essere, così, garantita ovunque e non elemosinata, Se dovesse prevalere la scelta del No, rimarrà tutto come adesso. E le conseguenze prevedibili saranno che la costituzione italiana, che tutti da sempre chiedono di cambiare, diventerebbe intoccabile. E poi, diciamolo pure, un Paese che non è riuscito a cambiare,  che credibilità potrebbe avere? Non è terrorismo, come qualcuno asserisce.

E’ realtà. Fermatevi realmente a pensare, se voi foste investitori, sareste interessati ad un paese che non cresce? Non è vero che, se vincesse il No, potremmo subito ricominciare da capo e fare meglio. Accadrebbe piuttosto che non si farebbe più nulla per anni, precipiteremmo in una grave crisi istituzionale, politica ed economica. Votiamo Sì, perché questa riforma costituzionale, sicuramente non esente da difetti, rappresenta un buon inizio di ripartenza per un rinnovamento, necessario ed urgente, che porterà inevitabilmente tutti i partiti a confrontarsi sin dal giorno dopo per poter permettere una nuova stagione politica, con al centro, dove meritano di stare, i valori dell’unità e i nostri ideali fondamentali: il lavoro, la pace, l’accoglienza, la solidarietà e l’equità sociale in modo da trasformare davvero, ed insieme, in realtà il “sogno democratico”. Domenica regaliamoci un sogno, e doniamolo ai nostri figli, grazie.

Vedi anche

Altri articoli