Dietro il candidato Sánchez le elezioni anticipate a fine giugno

Spagna
epa05139728 Secretary General of Spanish Socialist Worker's Party, Pedro Sanchez, poses before the start of a press conference following his meeting with Spain's King Felipe VI as part of the second round of talks aiming at selecting a candidate for Spanish prime minister, in Madrid, Spain, 02 February 2016.  EPA/EMILIO NARAJO

Dopo 42 giorni, ecco un candidato per la guida del Paese. Tuttavia non si capisce come farà a trovare i consensi per il suo appoggio

Quarantadue giorni dopo le elezioni (!) bisognava pur cominciare ad avere un candidato per la guida del governo. Avendo il leader dl PP Rajoy, politicamente isolato, rinunciato a provarci al termine del primo giro di consultazioni, nonostante l’offerta del Re, a Felipe VI non restava che provare col secondo arrivato, il leader socialista Sánchez.

Infatti finché il primo candidato non si presenta alla Camera per il voto non possono decorrere i termini di due mesi per l’eventuale scioglimento anticipato e quindi tutto è paralizzato.

Sanchez sostiene di aver bisogno di circa un mese per formulare una proposta credibile.

Tuttavia non si vede come e dove possa trovare i consensi necessari. Il Pp, primo arrivato e indispensabile per una qualsiasi riforma costituzionale (che dovrebbe essere tra le priorità, specie per allentare le tensioni territoriali) non ha alcuna intenzione di sostenere il leader di un partito che ha meno seggi dei suoi. Gli altri due potenziali alleati, Podemos e Ciudadanos, si escludono obiettivamente tra di loro,

Prepariamoci quindi a un gigantesco gioco del cerino e a elezioni anticipate a fine giugno.

Vedi anche

Altri articoli