Dieci domande al Movimento

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Domande che segnalano contraddizioni e limiti, che sono la causa dell’attuale situazione e dell’assenza di governo nella Capitale d’Italia

Credo abbiano in buona parte ragione quanti sottolineano il ruolo del Movimento 5 Stelle nell’avere incanalato in un processo democratico, seppur molto particolare, spinte e proteste generate da molti vizi della vecchia politica e delle sue degenerazioni. Per questo una sua evoluzione verso una maggiore maturità dovrebbe essere interesse prima del tutto dell’intero sistema democratico italiano. E non sono affatto sicuro che invece la sua deflagrazione sia augurabile in termini di solidità della democrazia italiana. Per questo mi permetto di rivolgere alcune domande ai dirigenti (si può dire?) di questo Movimento. Domande che segnalano contraddizioni e limiti, che sono la causa dell’attuale situazione e dell’assenza di governo nella Capitale d’Italia. Un “problema esistenziale”, lo ha definito Antonio Polito sul Corriere, una “trappola autorealizzante si”, aggiungo io, alla quale è impossibile sfuggire se non abbandonando o ridefinendo alcuni concetti chiave del grillismo.

1 Il principio cardine. Uno vale uno. È ancora valido? O si è finalmente capito che un sindaco, un assessore, un parlamentare hanno responsabilità maggiori e le devono esercitare? Che l’assemblearismo è il contrario della demo crazia?

2 Grillo e Casaleggio figlio. Un o vale uno e poi al momento opportuno arriva l’invocato demiurgo, uno dei quali addirittura per via dinastica, e risolve tutto. Non sarebbe il caso di eleggere, non di “nominare”, gruppi dirigenti legittimati dal voto degli iscritti? O è più democratico essere soggetti ai diktat di due personaggi non votati?

3 Streaming. Avete giustamente smesso da tempo di trasmettere le vostre discussioni in streaming. Vi siete forse accorti che non è bello litigare davanti ad una telecamera, che certe discussioni hanno bisogno di riservatezza, che recitare o discutere sono cose diverse?

4 Trasparenza. Tutto può essere fatto in modo trasparente salvo cose che hanno bisogno di restare riservate. Come vi sentite in questi giorni quando vedete le vostre discussioni riportate sui giornali e censurate dai vostri blog? Sono trasparenti loro e voi no?

5 Web. Vi siete finalmente accorti che la Rete non è il luogo della democrazia perfetta, ma spesso solo la piazza dove si urla e si insulta? Che i processi di decisione democratica hanno bisogno di riflessione, di ponderatezza, di condivisione? Che le Istituzioni hanno regole proprie che assicurano il funzionamento della democrazia?

6 Avvisi di garanzia. Forse cominciate a convincervi che l’apertura di un’indagine è diversa da un avviso di garanzia, che è ancora diverso da un rinvio a giudizio, che è ancora diverso da una sentenza di colpevolezza (o di innocenza). Cosa succede se la Muraro si dimette e poi risulta innocente?

7 Curriculum. Che fine ha fatto la decisione di scegliere i migliori tramite selezione pubblica? Non è meglio sapersi assumere la responsabilità di scegliere i propri collaboratori? E quando la Raggi dice che De Dominicis (che scopriamo indagato per abuso d’ufficio!) non ha i requisiti 5 stelle si può sapere quali sono? Sapeva che era indagato ma, a differenza della Muraro, lo ha mollato? O sono requisiti diversi da quelli previsti dalle leggi dello Stato?

8 Retribuzioni. Fermo restando l’opera meritoria di riduzione dei costi della politica come pensate di attirare competenze per gli incarichi di responsabilità scegliendo i migliori senza corrispondere retribuzioni adeguate, seppur contenute?

9 Alleanze. Noi non ci alleiamo con nessuno e siamo contro l’Italicum. Ma se è proprio il ballottaggio che vi ha permesso di nominare diversi Sindaci. E se non volete i ballottaggi come pensate di andare al governo senza allearvi con qualcuno? Pensate di conquistare il 51%?

10 Pizzarotti. Vi siete pentiti di aver messo ai margini il sindaco di Parma che queste cose le dice da tempo? Come fate a tenere fuori lui e altri sindaci e difendere invece Raggi? Non c’è una contraddizione? Poi ci sono altri problemi . Di contenuto: Euro, migranti, economia, pubblico-privato , diritti civili…. Ma se queste domande rimangono senza risposta qualsiasi vostra decisione sarà per sua natura inefficace e confusa. L’innocenza è violata ed è naturale che sia avvenuto. Chi si impegna in politica non può non appartenere al mondo. Può cercare di migliorarlo, ma non ritenersene estraneo.

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