Di cosa ha bisogno il Pd

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Renzi dovrebbe aprire le danze con un documento congressuale che rimetta al centro le scelte di fondo fatte e quelle da fare, nella politica nazionale e in quella internazionale

Il Pd ha bisogno di un bella e decisa ripartenza. Il dibattito si è fatto confuso, le voci si accavallano e il filo del discorso si perde. Il politichese ammazza gli argomenti e tutto viene letto, anziché all’interno di un discorso più o meno coerente, come mera tattica destinata a durare 24 ore. Personalmente trovo le decisioni prese dal Governo e dalla maggioranza del Pd coerenti e conseguenti con il documento con il quale Renzi vinse le primarie. Riforma istituzionale, legge elettorale, misure economiche e sociali, politica europea, diritti civili. Ma probabilmente fare punto e a capo gioverebbe a tutti. Rimettendo in fila e in modo ordinato le questioni di fondo.

Renzi ha gia detto che un Congresso è necessario. Non aspetterei a dare inizio ai lavori.

Un PD rinnovato e coerente non può che ripartire della idee. Le idee e il programma sono il succo della politica, ne sono la ragione fondante e il vero discrimine fra una visione e altre alternative. Inoltre il PD ha bisogno di sottoporsi al dibattito e al giudizio non solo dei suoi iscritti ed elettori, ma di tutte le forze collettive e individuali che lo guardano comunque con attenzione e interesse, sapendo che il futuro non potrà che vederlo parte in causa determinante.

Renzi, nella sua qualità di Segretario del PD, dovrebbe aprire le danze. Come? Con un documento congressuale del miglior livello possibile. Che rimetta al centro le scelte di fondo fatte e quelle da fare , nella politica nazionale e in quella internazionale. Che renda esplicita la visione e il quadro di insieme . Che costringa tutti a venire allo scoperto , non con confuse e continue azioni di disturbo, ma tornando a misurarsi sulla prospettiva che il PD ha del futuro di questo Paese e delle sue Istituzioni. Che non parli solo al PD , ma all’intero Paese.

Ne’ deve costituire un ostacolo il fatto che l’ agenda dei prossimi mesi sia affollata di appuntamenti importanti a cominciare dal referendum. Se non si vuole che esso appaia come una mera tappa di uno scontro confuso, renziani contro resto del mondo, va ricostruito il filo del disegno complessivo di cui fa parte.

E poi ci sono le questioni economiche, sempre urgenti e il contesto europeo completamente mutato. Per evitare che decisioni importanti appaiano fra di loro slegate e isolate e per questo continuamente sotto attacco va reso esplicito il quadro di cui fanno e faranno par te. Anche la necessaria riforma del PD dovrebbe ripartire da lì. I gruppi dirigenti vanno selezionati nella discussione politica, e non in base alle appartenenze. Un congresso che parta da lì, dalle idee e dalla visione del futuro dell’Italia, renderebbe un servizio al PD, ma costringerebbe tutti anche all’esterno del PD, a confrontarsi e rendere esplicite questioni oggi trattate in modo confuso e solo conflittuale. Un’occasione da non perdere.

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