Derby politica-magistratura. Arbitra Scarpinato

ControVerso
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Dottor Scarpinato, si tolga la toga. Si faccia eleggere in Parlamento e potrà cosi esercitare il potere legislativo

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul ruolo che intende giocare una parte della magistratura si legga bene l’intervista a Roberto Scarpinato a Repubblica di ieri. Persino la giornalista che lo intervista strabuzza gli occhi, si intuisce, di fronte ad alcune affermazioni. A parte il linguaggio, un’involuta neolingua che ricorda qualche testo no-global, la tesi è molto semplice.

La magistratura ha il diritto, anzi il dovere, di opporsi al mutamento della Carta Costituzionale, in quanto potere che vigila prima di tutto sulla politica. Non quando qualche suo esponente viola leggi in vigore ma anche quando Parlamento ed eletti fanno esattamente quello per cui sono eletti. Cioè fanno le leggi. La magistratura italiana è una «magistratura costituzionale» che ha il compito di vigilare sulla «fedeltà costituzionale» del Parlamento. Non conta che esso abbia approvato una modifica costituzionale nel rispetto di tutte le procedure previste dalla Costituzione stessa.

Tocca alla magistratura con l’impegno politico dei suoi membri opporsi al Parlamento. Questo perché le modifiche introdotte nell’assetto istituzionale renderebbero impossibile il perseguimento dei fini contenuti nell’articolo 3 della Costituzione, che sembrerebbe l’unico a cui Scarpinato ha giurato fedeltà. Aggiungere poi che alcuni degli organi nazionali e internazionali che interagiscono fra di loro sarebbero privi di legittimità, nonostante i trattati internazionali che li regolano e la decisione che spetta sempre alla fine al Parlamento nazionale, aggiunge benzina al fuoco di un pensiero che esula da ogni funzione assegnata alla magistratura.

Il tutto condito da discutibili e caricaturali considerazioni storico-economiche da cui si deduce che al magistrato toccherebbe anche vigliare sugli orientamenti di politica economica e sociale del Parlamento e del Governo. Straordinario che tutto ciò venga detto «in difesa della Costituzione», di cui evidentemente il dottor Scarpinato si ritiene il depositario, mentre sembra considerare il Parlamento e il popolo italiano degli abusivi . Un consiglio non richiesto. Dottor Scarpinato, si tolga la toga. Si faccia eleggere in Parlamento e potrà cosi esercitare il potere legislativo. Che per il momento la Costituzione ancora non le assegna.

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