Democratico e antisemita? Ecco un esempio della sinistra peggiore

Il Fattone
epa05265979 Israeli security officials investigate the scene following an explosion in Jerusalem, Israel, 18 April 2016. Israeli police report that the explosion was a result of an improvised explosive device (IED), likely at the back of the bus. Two other vehicles were damaged in the explosion. Medics reported 18 people were wounded in the explosion  EPA/ABIR SULTAN

Il professor Angelo d’Orsi insegna democrazia all’università, ma sul Fatto sbotta con tutto il suo livore contro Israele e gli ebrei

Titolare delle cattedre di Storia del pensiero politico contemporaneo e di Teorie e storia della democrazia all’Università di Torino (bene!), ideatore del FestivalStoria (bravo!), autore Einaudi (bis!), firma di Micromega (ahi ahi…), il professor Angelo d’Orsi pubblica oggi sul Fatto una recensione del libro che Donatella Calabi ha dedicato al Ghetto di Venezia in occasione del suo cinquecentesimo anniversario.

Il compitino fila via liscio fino alla fine, ma nell’ultimo paragrafo il professore non si trattiene e sbotta: “Stupisce amaramente che oggi gli ebrei che hanno avuto uno Stato dimentichino la storia, e creino ai danni dei palestinesi muri, e discriminazioni odiose. Possibile che la storia delle sofferenze patite non abbia vaccinato dalla tentazione di infliggere sofferenze ad altri?”

Ma che bella domanda! Giusto ieri una bomba ha fatto saltare per aria un bus a Gerusalemme, provocando ventun feriti, di cui due molto gravi. Decine di donne e di uomini, colpevoli soltanto di essere ebrei e di trovarsi in Israele, sono stati accoltellati per strada negli ultimi mesi. Coi soldi che riceve per sfamare Gaza, Hamas compra razzi e scava tunnel per colpire i civili israeliani. C’è bisogno di continuare? O forse al professor d’Orsi, che insegna democrazia all’Università, dà fastidio che Israele sia l’unica democrazia, l’unico Stato di diritto in una regione del mondo popolata da dittatori, terroristi e criminali comuni?

In occasione del viaggio in Israele di Renzi, il professor d’Orsi aveva scritto che “forse, a ben riflettere, non ha neppure tutti i torti, il ducetto toscano: nell’era della post-democrazia, uno Stato come Israele, fondato sulla violenza, sulla menzogna e sulla sopraffazione, può ben diventare l’esempio virtuoso da imitare.”

Il livore antisemita del professor d’Orsi, ahimé diffuso nella parte peggiore della “sinistra” italiana, prova, ipocritamente, a travestirsi da polemica anti-israeliana (“la fonte maggiore, se non l’unica, delle tragedie del Medio Oriente”): ma poi basta un niente e la maschera cade. Sono gli “ebrei”, scrive infatti oggi, a “infliggere sofferenze” e “discriminazioni odiose”. Che si difendano per sopravvivere, al professor d’Orsi non interessa proprio. Anzi, ai suoi occhi dev’essere un’aggravante.

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