Dazi e protezionismi, pericoli di ritorno

Usa2016
dazi

Solo la mancanza di memoria può sottovalutare il pericolo di un mondo che ritorna verso i dazi e il protezionismo

Luigi Spaventa, economista di valore, è scomparso da pochi anni. Qualche anno fa, all’inizio della crisi del 2008, ci ritrovammo in auto per un viaggio non brevissimo e ne approfittai per rivolgergli qualche domanda, in particolare sugli effetti possibili di una decrescita economica, allora paventata e che la mia generazione non aveva mai incontrato. Mi rispose, me lo ricordo, molto preoccupato. «Una bestia che è meglio nemmeno evocare», fu più o meno la sua risposta. Abbiamo avuto modo di sperimentarla e di capire quanto quel giudizio fosse fondato.

Non solo essa ha dispiegato i suoi effetti sull’economia mondiale, soprattuto in Europa, ma sta portando a cambiamenti profondi e non positivi negli assetti politici nazionali ed internazionali. Come già avvenuto in altre epoche storiche. Veniamo da molti decenni di crescita, che hanno portato benessere in molte parti del mondo. Si sono accompagnati alla globalizzazione dei processi economici che certo hanno provocato anche sofferenze, soprattutto per chi ha subito la concorrenza dei nuovi mondi. Ma aree intere del globo, a cominciare dalla Cina, ma con effetti positivi in tutto l’Est Asiatico, India compresa, in molti paesi dell’America Latina e dell’Africa, hanno iniziato un percorso di crescita e di relativo benessere.

Prova ne sia il tasso di povertà, mai stato cosi basso dal secondo dopoguerra ad oggi. La curva della ricchezza si è impennata e le disuguaglianze che ne sono derivate non possono nascondere il fatto che in tanti ne hanno beneficiato. Ma soprattutto essa ha spinto il mondo alla collaborazione e alla cooperazione economica. Solo la mancanza di memoria, non giustificabile in chi vuole guidare il mondo, può sottovalutare il pericolo di un mondo che ritorna verso i dazi e il protezionismo. Sono muri costruiti per separare e difendersi, ma provocano solo altri muri da parte di altri e la loro somma finisce per essere inevitabilmente negativa.

Vedi anche

Altri articoli