Dario recitava in un capannone e m’illuminai: farò teatro

Speciale Fo | l'Unità
Dario Fo alla mostra del Cinema di Venezia in una foto del 1985. ANSA/ WIKIPEDIA +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

I ricordi si sommano, si sovrappongono, si moltiplicano. Cominciamo dall’inizio

Dario. Svegliato questa mattina dalla notizia della sua morte. E poco dopo dalla telefonata di Sergio (Staino) che mi chiede di scrivere un suo ricordo. Non amo i “coccodrilli”, ma a Sergio come si fa a dire di no… e poi questo non è un coccodrillo. I ricordi si sommano, si sovrappongono, si moltiplicano. Cominciamo dall’inizio.

Anni settanta, io studente liceale a Milano che tramite i Cub (Comitati unitari di base, legati ad Avanguardia Operaia) riesco ad assistere in un capannone di via Colletta alle prove degli spettacoli di Franca e Dario. Vedo così nascere lavori quali Morte accidentale di un anarchico, Tutti uniti! Tutti insieme! Scusa, ma quello non è il padrone?, Ordine! Per DIO.OOO.OOO, Morte e resurrezione di un pupazzo e più di una rivisitazione di Mistero buffo (ne ebbe innumerevoli).

Ricordo di quel capannone l’odore di inchiostro e di uova (c’erano probabilmente dei ciclostili nei camerini e le pareti erano tappezzate da scatole vuote di uova per insonorizzare l’ambiente). E lì, in quei lunghi sabati pomeriggio, insieme a tanti compagni divertiti e affascinati da quello spilungone arguto e molleggiato come un folletto, dalle mani parlanti e dallo sguardo vivace, immerso nel mio eskimo extralarge, decido che nella vita, “da grande”, mi sarebbe tanto piaciuto fare quella roba lì.

Poi ho avuto la fortuna di provarci davvero a fare “quella roba lì”, che sarebbe poi il teatro. E così, siamo ormai negli anni ottanta, una sera al teatro dell’Elfo me lo vedo in platea, con Franca, ad assistere al nostro Nemico di classe. E nei camerini, senza il fare da “mae stro”, che proprio non gli si addiceva, ma trattandoci da colleghi, da compagni di strada, spiega a me e Elio De Capitani (che per motivi di copione ogni sera ci menavamo e immancabilmente uno dei due si faceva male… spalle lussate, ferite alla testa etc…) che il teatro è finzione e che si può ottenere maggior effetto colpendo con una mano il muro di cartongesso della scenografia contro il quale rovinavamo ad ogni replica! senza distruggersi il corpo, «perché il vostro compito è di andare in scena anche domani!»

Lo ringraziammo. Io pensai che mi/ci considerava dei dilettanti, ma qualche tempo dopo mi chiamò proprio per lavorare con lui, ad una ripresa di quel Morte accidentale di un anarchico che anni prima mi aveva incantato da spettatore. L’occasione fu un tentativo della giunta di Milano di rimuovere la lapide di Pinelli da piazza Fontana. Tentativo: prontamente sventato. Spettacolo: successo clamoroso.

E poi, negli anni novanta, quando Dario ricevette il Nobel per la letteratura, gli amici della Gialappa’s, sapendo che nei camerini di Mai dire gol ogni tanto lo imitavo, me lo fecero fare in tv. E Franca organizzò un incontro a due, per una campagna contro la clonazione di cui Dario era testimonial. Mi disse che avrebbe indossato una polo rossa e una giacca nera, in modo da vestirmi come lui. Quello che non mi disse era che Dario non ne sapeva nulla. La mattina dopo Dario si trovò quindi sul palco, mentre inveiva contro la clonazione, un suo clone!

Dario e Franca erano anche questo: impegno e divertimento, serietà e sberleffo. La stessa vita politica di Dario ce lo ha insegnato. Mai una scelta omologata, mai strade già segnate, neppure nell’alveo della sinistra, ma sempre sentieri, viottoli, a volte vicoli così stretti che bisognava tornare indietro e cercare un’altra via. Ecco, cercare , la ricerca direi che è stato il leit motiv della sua vita, artistica e non.

Mentre scrivo queste righe scopro che l’accademia svedese ha appena assegnato il Nobel per la letteratura a Bob Dylan.

Una scelta così coraggiosa e fuori dagli schemi la fecero solo diciannove anni fa proprio quando assegnarono il Nobel a Dario Fo.

Che abbiano saputo della sua morte e abbiano voluto, a modo loro, fargli un ulteriore omaggio?

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