Palmira, dalle nostre Feste no alla barbarie dell’Is

Dal giornale
L'archeologo Khaled Asaad           TWITTER

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Stasera le Feste de l’Unità rimarranno al buio per un minuto per ricordare Khaled al Asaad

A volte facciamo finta di essere forti per non darla vinta a chi sparge orrore. Oggi bisogna essere forti sul serio per reagire all’orrore e all’assuefazione all’orrore. Oggi siamo tutti Khaled al Asaad. Era uno dei padri della moderna archeologia e tra i massimi esperti siriani di antichità. Aveva 82 anni, e per oltre 50 anni è stato il tutore dei tesori di Palmira, il sito archeologico conquistato dall’Is il 21 maggio scorso, e di cui conosceva e amava ogni pietra.

È stato l’ultimo difensore della città d’arte. Lo hanno preso, gettato in cella e poi, come hanno fatto con tanti inermi, è stato dato in pasto alla furia animalesca dell’Is. Lo hanno decapitato nella pubblica piazza, il suo corpo sfregiato e poi appeso ad una colonna romana. Violenza pura, barbarica. La negazione della civiltà. Questo orrore non può e non deve rimanere senza una risposta. E di una nostra risposta oggi c’è bisogno. Senza esitazione. Abbiamo il dovere di una reazione, e le centinaia di feste popolari de l’Unità possono rappresentarla questa sera in tantissime città italiane. Ritroviamoci tutti, col nostro giornale e con tutta la nostra rabbia e la nostra buona speranza perché la diplomazia ritrovi un ruolo prima possibile, e lo scenario in quelle aree lontane ma mai così vicine possa essere diverso.

Lasciamo questa sera le nostre feste per un minuto al buio, facciamola questa pausa di silenzio per illuminare e per ricordare a noi stessi le tante ragioni della nostra indignazione. Apriamo tutti i nostri dibattiti ricordando Khaled al Asaad, colui che custodiva e difendeva l’Antico della sua terra, custodendo e difendendo quindi anche il suo Presente, e la sua possibilità di riscatto. E non solo della sua terra, ma dell’intera umanità, giacché il patrimonio storico e artistico, i manufatti delle culture passate e i suoi monumenti, sono giacimento, patrimonio e identità di noi tutti. Quell’archeologo amava la sua terra, e la custodiva per noi.

La furia iconoclasta che sta seminando tempeste di guerra, odiosi assassinii mediatizzati e distruzioni per colpirci tutti, ha martirizzato anche questo grande custode del nostro Antico-Presente. Questa furia non può che richiamare alla memoria un’altra furia distruttrice, quella nazista. E un altro eroismo, quello di un altro difensore del nostro patrimonio di cultura: Jacques Jaujard, che riuscì a salvare i capolavori del Louvre dalle mani di Hitler e Göring e dalle loro squadre speciali di predatori. Bruciare, distruggere, uccidere sono da sempre le gesta dei nemici dell’umanità. E a questo noi democratici, oggi più che mai, abbiamo il dovere di opporci.

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