Dalla memoria alla denuncia di oggi, in difesa del popolo ebraico

Storia
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Sono trascorsi 72 anni dal rastrellamento degli ebrei dal ghetto di Roma, ma c’è ancora chi persegue il disegno di Hitler. Spetta a tutti noi combatterlo

Io non dimentico il 16 ottobre 1943. Io non dimentico l’orrore nazista e la collaborazione fascista che portò al rastrellamento e alla deportazione ad Auschwitz di 1024 persone, tra cui oltre 200 bambini. 1024 concittadini romani di religione ebraica. Tornarono solo 15 uomini e una donna.

Io non dimentico l’orrore di allora, i miei nonni per non chinare il capo, per non conformarsi al silenzio complice, si opposero e furono deportati nei campi di concentramento nazisti.

Oggi voglio rendere giustizia a tanti romani travolti dall’odio e dalla violenza senza senso di un antisemitismo dalle radici antiche, cresciuto e alimentato nei secoli anche da tante generazioni di cristiani che tradirono il Vangelo. Ma se facessi questo esercizio di memoria senza denunciare che oggi ancora una volta c’è chi arma una guerra contro il popolo ebraico, sarei un ipocrita. Se piangessi gli ebrei morti senza dire una parola per quelli vivi, sarei un falso.

Ecco perché come i miei nonni, come i ragazzi della Rosa Bianca, come gli scout delle Aquile Randagie, io anche oggi denuncio chi odia e chi assiste in silenzio. Denuncio che c’è chi giura di non darsi pace finché non cancellerà il popolo ebraico, chi gli ha dichiarato guerra per decenni, sulle frontiere e nei banchi delle organizzazioni internazionali. Denuncio chi utilizza pretesti, chi mette in mezzo i bambini, chi incita, chi accoltella passanti,  donne anziane, adolescenti, chi investe le persone alle fermate dell’autobus, chi prepara le proprie testate nucleari, chi vuole uccidere ogni singolo appartenente al popolo ebraico in quanto tale, proprio secondo il disegno di Hitler.

E denuncio chi non vuole la convivenza di popoli e religioni e lo dimostra ogni giorno in casa propria, chi disinforma, chi insulta e fa sfogo di ogni forma di insensata di violenza in barba al pacifismo (ne vedrete molti anche nei commenti a questo post). Denuncio e non resto in silenzio, oggi come ieri, non solo il 16 ottobre, il 27 gennaio, il 25 aprile, ma tutti i giorni, sempre dalla stessa parte mi troverete.

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