Dalla Finlandia un insegnamento: prima di investire miliardi, conviene provare

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Il Governo Finlandese ha deciso di elargire per due anni il reddito di cittadinanza a 2mila cittadini per un periodo di prova e solo allora la politica sarà libera di scegliere se continuare o meno questo tipo di intervento

Aumento dell’iva, regime forfettario, bonus bebè, social card, abolizione dell’IMU, reintroduzione dell’IMU, abbassamento delle tasse con la creazione di un milione di posti di lavori, mille euro alle casalinghe ecc…

Queste sono alcune delle scelte e delle proposte economiche di cui si è discusso negli ultimi dieci anni nel nostro paese. Scelte che molto spesso – ma non i tutti i casi – sono state pensate nel breve-medio termine. Un po’ a causa dell’instabilità dei governi (dal 1946 ne sono cambiati 62), un po’ per il problema del consenso: dagli anni ’70, periodo in cui il debito è iniziato vertiginosamente a salire, nessun governo ha mai avuto il coraggio di intervenire in maniera netta per affrontare il tema delle pensioni o più in generale del contenimento della spesa pubblica, proprio per la paura di perdere voti alle successive elezioni.L’Italia avendo già questa difficile situazione di partenza, deve fronteggiare un problema mondiale non di poco conto: l’economia con la globalizzazione si è scoperta una “scienza” imperfetta.

Pur essendo sempre possibili delle previsioni di massima, per gli economisti è diventato sempre più difficile predire in maniera meticolosa le conseguenze di una determinata manovra; già in passato questa “scienza” aveva mostrato le sue fragilità, basti pensare alla crisi del ’29 o alla crisi del petrolio negli anni ’80, ma grazie a dei processi sociali più lenti di adesso risultava più facile comprendere l’azione umana e quindi anche l’azione economica. Oggi, la realtà di allora, sembra distante secoli.

Per questi motivi, a cui si aggiunge la complessa situazione che stiamo vivendo nel settore dell’industria dove è concreto il rischio che l’automatizzazione tolga posti di lavoro alle fasce più deboli, c’è bisogno di una politica economica a lungo termine. Lancio quindi una provocazione. Perché non provare a testare preventivamente, su un numero ristretto di persone, delle manovre economiche prima di spendere miliardi e miliardi per attuarle su tutti, accorgendosi magari solo alla fine del risultato negativo?

È di qualche mese fa la notizia che il Governo Finlandese ha deciso di elargire per due anni il reddito di cittadinanza a 2mila cittadini. A queste persone l’esecutivo guidato dal premier Juha Sipila, ha deciso di offrire 560€ a testa. Gli effetti di questa manovra verranno analizzati alla fine del periodo di prova e solo allora la politica sarà libera di scegliere se continuare o meno questo tipo di intervento. Al di là del giudizio politico sul reddito di cittadinanza (penso sia più utile un reddito minimo garantito) è interessante l’innovazione sulla modalità. Perché spendere miliardi di euro di denaro pubblico per attivare una scelta che potrebbe non essere positiva, quando si può semplicemente provare? La domanda rimane. Il dubbio anche.


 

 

 

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