“Dopo di noi”, dal M5S zero soluzioni

Disabilità
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Il secco no del M5S alla legge fa il paio con i tagli ai servizi sociali avvenuti nei comuni amministrati dai grillini

Quando si aspetta l’arrivo di un figlio si comincia ad immaginare il suo futuro e per questo si comincia a costruire un percorso che lo porti alla piena autonomia ed indipendenza, alla possibilità di realizzare il suo futuro e magari costruire una famiglia.

Quando nasce un figlio con disabilità grave questo quadro lineare cambia profondamente. Si cominciano a leggere libri e articoli, a passare da un medico all’altro, cercando di migliorare la qualità della vita. Spesso, ci si scontra con le difficoltà dell’inclusione scolastica, si vive dentro un continuo e interminabile percorso fatto di tragitti casa-scuola-riabilitazione-casa.

Alcuni genitori, soprattutto le madri, lasciano il lavoro per poter prestare al figlio l’assistenza necessaria. Immediatamente si fanno largo nella mente dei genitori una serie di domande logoranti: “perché proprio a mio figlio?”, “Mio figlio ha bisogno di attenzioni e sostegno continuo, chi si prenderà cura di lui quando noi genitori non ci saremo più?”. Il secondo quesito è talmente doloroso e opprimente che spesso la cronaca ci ha riportato casi di suicidi-omicidi di genitori che hanno deciso di morire con i propri figli.

Oggi dalla Camera arriva una risposta importante. La legge sul Dopo di Noi, infatti, consente ai genitori di avere la certezza che il proprio figlio avrà tutta l’assistenza ed il sostegno economico necessari anche il giorno in cui loro non potranno più sostenerlo. La legge, infatti, offre delle detrazioni fiscali per le assicurazioni rischio-morte che i genitori possono fare a favore dei figli e, soprattutto, la garanzia che ciò che viene lasciato al figlio sarà amministrato esclusivamente nel suo interesse considerato che, nella maggior parte dei casi, soffre di una grave disabilità intellettivo-relazionale.

Il testo di legge unificato, che ha messo insieme varie proposte che erano state presentate da differenti gruppi politici, è frutto di un lavoro lungo e complesso partito dall’ascolto delle associazioni delle persone con disabilità, che in queste ore festeggiano l’approvazione del testo.

In questo quadro sorprende il secco “no!” del M5S espresso fin dalle prime battute in commissione e poi in aula. Il Movimento ci accusa di aver fatto un regalo alle assicurazioni (per l’aumento delle detrazioni) e contesta l’istituzione del Trust. Se fossero solo questi i punti di frizione appare difficile comprendere l’astensione sul voto di tutti gli altri 8 articoli del testo di legge che sono stati modificati nel corso dell’esame in aula anche grazie ad alcuni emendamenti provenienti dal M5S.

Visto il secco no mi chiedo: qual è l’alternativa? L’alternativa deriva da un confronto con le associazioni e con chi la disabilità la vive tutti i giorni o è solo frutto di mere teorie ed ipotesi complottiste? Il M5S non ha presentato un testo alternativo.

Ma quel è l’idea di welfare del M5S a sostegno delle persone con disabilità?

Per rispondere a questo quesito è sufficiente fare un giro nelle città amministrate dal M5S: è solo di qualche giorno fa la notizia che la Giunta grillina di Civitavecchia ha interrotto l’erogazione dei contributi annui ad un’associazione sportiva di nuoto che offriva corsi gratuiti per le persone con disabilità, per l’assenza di una convenzione e questo ha causato l’interruzione del corso. Per una persona con disabilità grave, soprattutto se intellettivo-relazionale, l’interruzione improvvisa della routine può comportare delle serie difficoltà.

Tornando indietro nel tempo è necessario ricordare le battaglie delle famiglie di Parma e Bagheria per vedersi riconosciuti i diritti elementari di assistenza che il M5S ha deliberatamente ridotto o eliminato per destinare quei fondi ad altre voci di bilancio.

Durante la discussione in aula sulla legge di Stabilità, inoltre, il Movimento 5 Stelle aveva proposto l’istituzione di un conto corrente per creare un fondo a favore dei disabili. Mi ero dichiarata disponibile a versare la mia quota mensile, ma dopo un mese e mezzo devo costatare amaramente di non aver trovato on-line nessun Iban, nessun conto, sul quale poter effettuare il bonifico periodico.

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