Dal caso Mantovani una sfida per la politica

Lombardia
L'intervento del vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani, alla presenza del presidente  Roberto Maroni, durante la presentazione, all'ospedale 'Sacco' di Milano, del 'Piano straordinario Expo Salute', 21 aprile 2015. ANSA/ UFFICIO STAMPA REGIONE LOMBARDIA ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

Servono più trasparenza e semplificazione nelle istituzioni. Per il resto, basterebbe applicare le leggi che già esistono, anche in Lombardia

L’arresto del vicepresidente della Regione Lombardia, da quanto si apprende dai giornali anche per fatti inerenti la gestione di appalti in sanità, desta forte preoccupazione e sconcerto. Se spetta alle autorità preposte, e solo a loro, procedere a stabilire le responsabilità, è compito della politica mettere in campo fin da subito, e questa volta per davvero, misure adeguate all’emergenza che continuiamo a registrare. Ciascuno per la propria parte e quindi, in prima linea, il consiglio e la giunta regionale lombardi.

Non mi interessa in questa sede alimentare la più che giustificabile polemica politica, sia essa manifestata con frutta e verdura o mozioni di sfiducia, voglio piuttosto rilanciare alcune concrete azioni che nelle assemblee come quella regionale si chiamano leggi e regolamenti.

Cominciando dal dare attuazione a quanto previsto nella legge regionale 17 del 24 giugno 2015, definita “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità”, approvata all’unanimità. In questa legge sono elencati, fra altri che per brevità qui non richiamo, alcuni punti fondamentali.

Nell’art. 12 si prevedono, guarda un po’, misure per la legalità e la trasparenza dei contratti e degli appalti pubblici. Garantire trasparenza e pubblicità ad ogni momento di questi adempimenti è indispensabile, più soggetti sono realmente nelle possibilità di conoscere, più sono i controllori e meno le possibilità di commettere atti illegali. Estendere il controllo alla fase successiva, subappalti, eventuali vendite o affitti di rami di azienda, ai lavoratori impiegati, sono misure altrettanto necessarie. Così come la verifica del rispetto reale di quanto previsto nei capitolati e del riscontro dell’efficacia delle azioni promosse.

Nell’art. 13 si prevede invece la composizione e il ruolo del Comitato di controllo dei medesimi appalti. È l’occasione per rilanciare e dare attuazione al lavoro di questo organismo che deve essere “libero” da qualsiasi condizionamento politico e che deve vedere le proprie analisi e i rapporti che produce concretizzati in interventi reali e incisivi. Anche in questo caso indispensabile è garantire la massima diffusione del rapporto del Comitato stesso.

Nell’art. 17 è prevista l’adesione ad avviso pubblico. Non è una scelta di forma, è – e sempre più deve diventare – una scelta di sostanza. In poche parole si tratta di cogliere da esperienze di altri e dalla capacità di mettere a punto forme di controllo che vanno ben al di là del semplice rispetto della legge. Come in sanità, e soprattutto riguardo la sanità, questo si chiama prevenzione e – come per la salute – rimuovere le condizioni in cui si possono manifestare situazioni di illegalità e colpirle sul nascere è più che indispensabile.

Ultimo esempio, all’art. 15 si prevede l’adozione di un codice di autoregolamentazione dei gruppi consiliari. Bella sfida per la politica. Mi attendo da parte di tutti iniziative serie e incisive.

Voglio inoltre richiamare la necessità di affrontare a tutto campo il tema della prevenzione alla corruzione, magari iniziando – a tal proposito intendo promuovere a breve un’iniziativa legislativa – dal tema dei portatori di interessi, settore che non può essere consegnato a rapporti “amicali” spesso poco chiari e trasparenti.

Infine vorrei ricordare che sempre più le istituzioni devono diventare davvero trasparenti e accessibili ai cittadini, non per regolamenti spesso motivo di complicazione invece che di semplificazione. La politica deve essere capace di prevenire ed espellere da se stessa la mala politica. In gioco non vi è la fortuna di quella o questa parte, in gioco vi è la tenuta del nostro sistema democratico. In gioco vi è la vera libertà dei cittadini, dell’economia, del lavoro, del futuro di tutti noi.

 

* l’autore è presidente della commissione antimafia del consiglio regionale della Lombardia

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