Da Occhetto a Bersani, quante guerriglie e quante sconfitte

Sinistra
Achille Occhetto con Giorgio Napolitano in una foto d'archivio del 2 febbraio 1992.

Dall’ispirazione liberale e la vocazione maggioritaria di Veltroni (che già D’Alema aveva cercato nell’accordo della bicamerale) al binomio privatizzazioni / liberalizzazioni di Bersani

Forse non è evidente, ma un’analisi fattuale delle posizioni via via sostenute dai leader ex – Pci succeduti ad Occhetto, ossia D’Alema, Veltroni, Fassino, Bersani, troverebbe fra di loro molti più punti di continuità che di diversità. Sulle cose sostanziali. Fin qui nulla di particolare, se non il fatto che questo non spiega la continua litigiosità. Di più: Matteo Renzi è in continuità con il meglio delle idee espresse da tutti loro. Come punto di inizio delle innovazioni culturali prodotte basterebbe rileggere il discorso di D’Alema al Congresso Pds, che si svolse all’Eur nel febbraio del 1997.

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