Da Fini a Marino, fuga da Virginia. E la Muraro si difende sul blog di Grillo

Roma
Il sindaco di Roma Virginia Raggi con il figlio sullo scranno durante la prima riunione della nuova Assemblea Capitolina in Campidoglio, Roma, 07 luglio 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

In aula Giulio Cesare una certa disattenzione dei grillini mentre parla la sindaca

La destra ha sbagliato ad appoggiare Virginia Raggi al ballottaggio? E ha sbagliato anche la sinistra radicale? Ad un mese e mezzo dalla grande vittoria del M5S il dubbio serpeggia da tutte e due le parti.

“Non mettetegli i bastoni fra le ruote”, ha detto stamattina un Antonio Di Pietro sempre più filo-grillino dopo i tanti fallimenti della sua carriera politica. Il punto però è che – pur con tutta la cautela del caso: obiettivamente siamo ancora alle prime battute del “raggismo” – le cose non stanno andando bene, a Roma.

E dunque ecco Gianfranco Fini, che pure essendo uomo di lunga esperienza non ha esitato a scegliere Virginia, battere su Twitter.

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“Non basta l’antipolitica”? Ci si poteva arrivare prima. E lo stesso dicasi per Forza Italia, oggi assai critica per i problemi (eufemismo) incontrati dalla assessore all’ambiente Paola Muraro, quella Fi uscita massacrata dalle urne romane dopo il balletto Meloni-Marchini. Quando al ballottaggio virò sulla Raggi era giù un cadavere.

Per non dire dell’ex sindaco di Ignazio Marino, che stamane ha detto che la sindaca “non ha studiato”, proprio lui che dopo la telenovela su una sua candidatura (poi saltata per un’evidente mancanza di consenso) si era schierato per la candidata del M5S, più per rivalsa verso il Pd che per genuina convinzione. Ma oggi, alla critica verso la sindaca, sarebbe auspicabile accompagnare un’autocritica per averla sponsorizzata.

Per il momento, il M5S fa quadrato. A dire la verità, la disattenzione con la quale gli stessi consiglieri grillini hanno seguito stamane il discorso programmatico della sindaca la dice lunga su un certo clima non proprio battagliero che circola nel Movimento. Ci ha pensato con stile da Ventennio il fedele Di Battista ad esibirsi con un tweet intimidatorio verso l’ex presidente di Ama Daniele Fortini. Lei, Virginia, si è vista davanti alle telecamere con il suo tono, diciamo, deciso prendersela con “i vent’anni” di disastro. Una linea di difesa comprensibile, ma pur sempre di difesa si tratta.

Il tempo corre, però, e sarebbe un segno di civilità politica se la sindaca rendesse conto delle scelte concrete, a partire dai rifiuti, che la sua giunta vuole fare. Lo ha chiesto il Pd capitolino stamane in aula, per ora nessuna risposta.

Intanto la Muraro si difende dalle accuse sul blog di Beppe Grillo (ma non c’è un sito istituzionale del Comune di Roma?): “Molte falsità sono state scritte sul mio conto. Primo: io non ho nessun conflitto di interessi, lavorare in qualità di consulente è legittimo… Sta ai romani… capire chi pur di fare in modo che nulla cambi sceglie di sacrificare la città pianificando un vero e proprio golpe dei rifiuti a pochi giorni dalla vittoria di Virginia Raggi”.

 

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