Da bersaniano ho scelto Renzi. L’ex segretario sta lacerando il Pd

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L'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani arriva alla sede del Pd in occasione della direzione nazionale a Roma, 7 agosto 2015.   ANSA/ MAURIZIO BRAMBATTI

La linea politica di Bersani è poco comprensibile: così allontana la sinistra, non la trattiene. Serve un chiarimento con Renzi, non basta la moratoria

Condivido completamente l’articolo di Gianni Moscatellini di critica delle posizioni assunte da Bersani nei confronti di Renzi. Ho votato Bersani alle primarie quando c’era Renzi in lizza, ho votato successivamente Renzi contro Cuperlo perché ero bersaniano. Non è un controsenso: voto Renzi proprio perché sono bersaniano. Si può essere bersaniani nella concezione di una politica sociale che miri ad una società sempre più giusta ed al contempo renziani nella sua oggettivazione.

Nel caso specifico ho privilegiato l’aspirazione e visione renziana di ottenere il massimo in tutti i campi dell’agire politico all’ideologia del ‘pochismo’ bersaniano (ve lo ricordate il messaggio ricorrente elettorale di Bersani alle ultime elezioni politiche: “occorre dare un po’ di lavoro, un po’ di sostegno, un po’ di qui, un po’ di là”?) . Politiche di sinistra, sia ben chiaro. Vedo realizzate, infatti, tante riforme che potevano benissimo rientrare in un programma bersaniano. Non tutte mi convincono pienamente, si poteva certamente fare di più o meglio ma le forze in parlamento lasciano stretti margini di manovra, lo sappiamo tutti.

Sì, mi sembra che Bersani si sia in po’ ‘smarrito’ da quando non è riuscito a realizzare l’obiettivo di diventare primo ministro e da quando è passato in minoranza al congresso. Lo seguo politicamente da molto tempo, sono più anziano di lui oltre che suo concittadino, ma da qualche anno la sua linea politica sembra aver perso limpidezza, diventando sempre meno comprensibile.

Voglio sperare che Bersani non sia consapevole dei danni che stanno arrecando ai militanti ed elettori del Pd le sue continue esternazioni di critica a Renzi e alle sue politiche, che provocano lacerazioni interne, disorientamento, erosione della credibilità del premier, allontanamento dal partito. Se fosse altrimenti sarebbe imperdonabile. Non si rende conto che, caduto Renzi, del Pd si perderebbero le tracce? Io ed altri amici abbiamo votato convintamente Renzi perché considerato da tutti l’ultima spiaggia di una sinistra di governo. Non si vede nessun altro all’orizzonte così strutturato politicamente.

Caro Bersani, mi rivolgo a lei con rispetto per tutto quanto ha fatto sia come amministratore sia come ministro, e sia come interprete di una politica ‘umanistica’ di sinistra: deponga propositi di revanscismo, senza per questo mandare il cervello al macero, come le piace dire; non inventi quotidianamente polemiche dannose per il partito, non deve dimostrare quotidianamente di essere più competente e più di sinistra di chi governa; non deve credere che la sua azione all’interno del partito serva a dare voce e rappresentanza all’ala estrema del partito per trattenerla, perché così facendo la farà uscire definitivamente; non pensi solo a se stesso ed alla sua parte ma alla comunità intera degli elettori del Pd; non pensi che il suo tentativo costante di far virare a tutta sinistra il partito sia quello che vogliono gli elettori.

Non pensi, infine, di essere l’ultimo moicano: l’identità di sinistra del Pd non verrà certo stravolta da Renzi, si tranquillizzi, non ci sarà alcuna deriva a destra, siamo tutti vigili e combattenti. Ma non vedo nei fatti e nei propositi di Renzi questo pericolo. Finché Verdini vota il programma del Pd va tutto bene.

Occorrerebbe, invece, per essere concreti e non dispersivi, aprire un profondo dibattito sul concetto di partito di sinistra al passo coi tempi e su questo confrontarsi. La sua visione di partito forse non coincide perfettamente con quella di Renzi, ma più anime possono e devono convivere. Quando sento dire dal premier che occorre una moratoria durante i mesi che precedono il referendum, allora capisco che il conflitto interno è solo sospeso ed è quindi insanabile.

Caro Bersani, mi rivolgo soprattutto a lei perché può dare ancora molto al partito e più che mai proprio oggi. Perché ha più esperienza e più pazienza. Si sente la mancanza di un “padre nobile” che riesca a trasformare le stupide contrapposizioni interne in dispute dialettiche da cui far scaturire la sintesi più alta, che intelligentemente sappia accorciare le distanze e sappia fare il primo passo di avvicinamento quando gli altri non sanno farlo, Questa superiorità di comportamento, dimostrata sul campo, verrebbe certamente riconosciuta ed apprezzata anche dagli avversari. Lei potrebbe svolgere quel ruolo. Cerchi un chiarimento definitivo con Renzi, vada all’incontro con le migliori intenzioni, avrà certamente il sostegno di tutto il popolo del Pd.

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