Da Barani a Grillo, il volto peggiore della politica

Politica
Lucio Barani (s) e Denis Verdini in Senato durante le votazioni emendamenti alla Riforma Costituzionale, Roma 30 Settembre 2015, ANSA/GIUSEPPE LAMI

Quanto è successo ieri indigna ancora di più l’opinione pubblica. Per fortuna, anche in questo Senato c’è chiprova a cambiare le cose

Inconsapevolmente, ieri il Senato della Repubblica ha fornito quintali di argomenti a favore del suo superamento. Con la speranza che il prossimo Senato sia composto da persone più educate di queste. E non pare difficile. Perché stavolta la Bomboniera di palazzo Madama è persa una bettola da angiporto più che la sede della sovranità popolare. Detto, ovviamente, con tutto il rispetto per le bettole, verrebbe da aggiungere.

Non eravamo presenti ma tutte le testimonianze assicurano che questo senatore Barani, fanatico estimatore di Craxi, garofano rosso all’occhiello, quindi poi berlusconiano e adesso fresco seguace di Denis Verdini, abbia rivolto un irriferibile gestaccio volgare all’indirizzo di senatrici del M5S. Salvo verifiche dell’ufficio di presidenza, l’augurio è che a questo senatore che purtroppo si autodefinisce socialista, insozzando quella nobile parola, vengano comminate le sanzioni che merita.

Detto questo, la cosa grave è che il tono complessivo della battaglia politica è ormai scaduto a livelli di volgarità e violenza che non si ricordavano. Gestacci da caserma, urli, parolacce. Ma che deve pensare un cittadino comune? Al confronto, la mortadella di quel tal senatore spiattellata sul suo banco quando cadde il governo Prodi è robetta da ultimo giorno di scuola: questa volta si è giunti a ben altro, al trionfo del sessismo e dell’omofobia.

Già, perché è sempre di ieri l’altra grande sconcezza, protagonista quell’altro sessista che è Beppe Grillo a cui ogni tanto difetta la capacità di distinguere fra la politica e l’avanspettacolo in cui è stato maestro. Grave, gravissimo che il capo di Cinquestelle abbia ritwittato frasi omofobe ai danni di Nichi Vendola a proposito del suo pensionamento, su cui si può pensare quello che si vuole ma senza offendere, senza rivelare quello che si è: un intollerante, un oscurantista, un uomo volgare.

I grillini, sempre in bilico fra il vaffa e la politica, appaiono ancora incapaci di fare un salto di qualità, cosi come va detto che un certo spirito arrogantello degli ex berlusconiani raccolti sotto l’Ala verdiniana sta cominciando a dare fastidio.

Sì, fra Barani e Grillo, ieri la politica ha perso un bel po’ di terreno in un’opinione pubblica che per tante ragioni non ne può più. Per fortuna, anche in questo Senato, c’è una maggioranza di persone che prova a cambiare le cose e che deve oggi dire con chiarezza: fuori questi comportamenti dalla politica, se si vuole salvare il salvabile e andare avanti.

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