Cristiani e musulmani insieme, dalla Calabria un messaggio di pace

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Un momento della manifestazione a Cosenza

A Cosenza incontro tra studenti cristiani e musulmani per un sit-in spontaneo finalizzato a ricordare le vittime di Parigi e condannare il terrorismo.

Si è scritto, detto e sentito tanto in queste tragiche ore. C’è chi usa la parola “guerra” per descrivere una situazione a cui non eravamo abituati o che forse ci rifiutavamo di accettare, ma che, di fatto, viviamo quotidianamente da quell’11 settembre del 2001.

C’è chi, purtroppo, parla a sproposito cercando di fare di tutta l’erba un fascio. C’è chi piange e soffre in silenzio e c’è chi manda dei messaggi di fratellanza che, davvero lasciano il segno. Che insegnano. È successo in Calabria, ed è particolarmente significativo che sia avvenuto in un luogo di cultura, lì dove si costruisce il futuro.

Di cosa parliamo? Di un incontro tra studenti cristiani e musulmani che si sono ritrovati all’Università della Calabria per un sit-in spontaneo finalizzato a ricordare le vittime del venerdì che ha segnato, in modo indelebile, questo ventunesimo secolo, e a condannare, ancora una volta, il terrorismo. Ragazzi e ragazze, uniti, con cartelli, hanno attraversato il Ponte “Pietro Bucci” simbolo dell’ateneo cosentino. Tutti insieme in nome della pace e con la volontà di affermare un concetto: la religione non ammette violenza e, di conseguenza, vittime.

Un messaggio che proveranno a replicare con una seconda manifestazione, questa volta organizzata, per le vie del capoluogo bruzio. La miglior reazione ai tragici fatti di Parigi con la consapevolezza che la paura non prevarrà.

Mai!

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