“Cricca renziana”? E con questo Travaglio perde quel poco di credibilità che aveva

Il Fattone
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L’inchiesta romana sulle mazzette piegata a fini di propaganda

L’inchiesta avviata dalla Procura di Roma su un presunto giro di mazzette e appalti pilotati ha prodotto finora 24 arresti e l’abituale marea di intercettazioni divenute pubbliche e, dunque, citabili a piacere.

Secondo l’accusa, le figure-chiave del sistema di malaffare sarebbero il tributarista Alberto Orsini, il faccendiere Raffaele Pizza e il deputato di Ncd Antonio Marotta.

A parte quest’ultimo, al momento non ci sono altri politici indagati o comunque coinvolti nell’inchiesta: ci sono però, guarda un po’ il caso, un gran numero di politici citati nelle intercettazioni.

Fra questi compare anche Ernesto Carbone, deputato e membro della segreteria del Pd molto vicino a Matteo Renzi. Leggiamo l’informata cronaca del Fatto: “Viene interessato al progetto Carbone che, sostiene Lucangeli [titolare della Skymedia, un’azienda informatica], se ne occupa ‘verificandone la validità presso la Procura di Roma’.”

Il “progetto” di cui si parla consiste, citiamo sempre il Fatto, nell’“implementare le Procure di tutta Italia con il sistema di informatizzazione degli archivi, il Tiap, già in uso alla Procura di Roma”. L’obiettivo non è tanto il guadagno, quando la possibilità di accedere illegalmente agli atti giudiziari riservati. Un’accusa gravissima.

E Carbone che c’entra? Secondo le intercettazioni pubblicate dal Fatto, sarebbe stato contattato da Lucangeli e, in seguito, avrebbe “verificato la validità” del sistema informatico “presso la Procura di Roma”, dove già era in funzione. Carbone insomma – sempre secondo le carte scrupolosamente riportate dal Fatto – sarebbe andato a controllare la bontà del software che gli veniva proposto. E poi? E poi niente, i contatti fra i due non hanno avuto seguito.

Il titolo di prima pagina con cui il Fatto presenta ai suoi lettori la vicenda – ripetiamo: Carbone avrebbe verificato presso la Procura di Roma se il sistema di informatizzazione degli archivi funzionasse o meno – segna un punto di non ritorno: “La Cricca renziana e alfaniana voleva controllare i pc dei pm”.

Non so quanti reati si concentrino in queste parole – e speriamo che un Tribunale della Repubblica possa presto occuparsene – ma è certo che quel poco di credibilità che Travaglio aveva s’è dissolta per sempre. Peccato.

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