Costi e benefici, il caso DDT

ControVerso
Collection of pesticides, including DDT, that were still in use by some farmers in the 1970's. Photo was taken at a Kansas farm in 1976.

Alcune sostanze chimiche possono presentare danni collaterali, ma anche benefici enormi.

Il DDT, un insetticida derivato da composti chimici, cominciò ad essere usato negli anni 40 nella lotta contro la zanzara anofele, responsabile della malaria. Anche in Italia se ne è fatto largo uso nello sradicamento della malaria in Sardegna e in Maremma, dove da secoli era malattia endemica. Poi nel 1962 Rachael Carson pubblica “Primavera silenziosa”. Il DDT veniva messo sotto accusa come probabilmente cancerogeno per l’uomo e per gli effetti distruttivi sulla fauna selvatica Così nel ’72 viene proibito negli USA e nel ’78 anche in Italia. Nel frattempo, grazie al DDT, la malaria era stata completamente sradicata dall’Europa e dal Nord America. Ma non dal resto del mondo, Africa e Asia in primo luogo, dove continua a mietere vittime nell’ordine di 1-2 milioni di decessi ogni anno.

Se si mette sul piatto della bilancia da una parte la possibilità dell’insorgere di tumori e dall’altra la certezza di milioni di morti per malaria, si è capito che non si poteva rinunciare completamente al DDT. I cui benefici in termini di protezione della salute umana sono superiori ai costi. Ragione per cui nel 2006 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reintrodotto l’uso del DDT, con alcune accortezze per il suo uso.

Così abbiamo anche imparato che alcune sostanze chimiche possono presentare danni collaterali, ma anche benefici enormi. Un altro caso è quello del cloro, messo sotto accusa da Greenpeace. Grazie ad esso si ottiene la protezione igienica dell’acqua potabile e si sono debellati tifo ed epatiti. E abbiamo anche imparato che valutare costi e benefici di ogni cosa è assai meglio che condurre battaglie contro i mulini a vento.

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