Così Marco Tralascio minimizza lo scandalo di Quarto

Il Fattone
image

Il Grande Fustigatore stavolta non fustiga e finge di non vedere il problema politico

E al quarto giorno Marco Tralascio non tralascia più, rendendosi conto che tutta l’Italia è venuta a conoscenza del caso Quarto e dell’incredibile casino che i M5S stanno creando, peggiorando di ora in ora la loro posizione.

Lo avevamo sollecitato anche noi sul sito Unità.tv che per primo, da quest’estate, aveva messo gli occhi sulla sindaca grillina, Rosa Capuozzo, scrivendo una “capuozzeide” composta di tanti misfatti – su eventuali crimini vedrà la magistratura.

Ora sembra che persino i grillini ritengano che come minimo è una sprovveduta, indifendibile, indegna di ricoprire la carica che ricopre (ancora per qualche giorno?): solo che come ai tempi del pentapartito dicono e non dicono.

Anche il Grande Fustigatore però non fustiga affatto. Minimizza. Sì va bene, è una piccola storia ignobile, ma appunto piccola, che vuoi che sia… È una roba “lillipuziana” – scrive Marco Tralascio – “un comune di 40mila abitanti dove ha sempre comandato la camorra”, e poi i Cinquestelle hanno espulso il consigliere in odore di camorra “senza intonare i soliti gargarismi sulla presunzione d’innocenza e i tre gradi di giudizio tanto cari al Pd e alla destra” (i “gargarismi” sono previsti dalla Costituzione-ndr)” e insomma “lo scandalo nano è diventato gigante”, ma vuoi mettere con Mafia Capitale? Sì, la voglio mettere, non per dimensione ma per immoralità.

Infatti Marco tralascia il merito della vicenda che non avrà la dimensione storica del Watergate ma un suo spessore ce l’ha. Il direttorone minimizza, ma per il suo bravissimo redattore Marco Lillo non è lillipuziana la cosa: la Capuozzo è colpevole di non aver denunciato le pressioni del presunto camorrista.

In verità sembra esserci dell’altro su cui Lillo indagherà senz’altro, e sul nostro sito potrà trovare qualche utile ispirazione.

Ma il punto sostanziale è ovviamente politico, e Maximilien Robespierre Travaglio fa finta di non vederlo, lui che nella vita ha utilizzato brandelli di brogliacci di polizia per imbastire processi politico-mediatici di tutti i tipi e che qui tralascia di dire la cosa che tutti stanno capendo.

E cioè che i grillini ammettono di avere avuto voti camorristi, invece di fare manifestazioni di piazza contro la camorra e andare dai magistrati per denunciarne i reati. Che il problema è po-li-ti-co. Con la criminalità non si scherza: non puoi fare la morale a tutti e poi essere sporco. E il vaffa ti torna indietro come un boomerang.

Vedi anche

Altri articoli