Così il M5S siciliano boicotta la doppia preferenza di genere

Pari opportunità
Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi all'incontro 'Portando l'Italia nel futuro: la riforma delle istituzioni', all'Università Cattolica. Milano, 29 gennaio 2016.  ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Boschi: “Ora l’Assemblea ribalti la decisione della Commissione”

All’Ars si mette in discussione la doppia preferenza di genere nella legge elettorale per i Comuni ed è scontro aperto tra il Pd siciliano, a favore della doppia preferenza, ed il resto del Parlamento siciliano.

La doppia preferenza di genere è un dispositivo contenuto nella Legge 215/2012 per favorire l’accesso delle donne alle assemblee elettive, in sostanza per far eleggere un maggior numero di donne nei consigli comunali e, prossimamente, addirittura con un tetto del 40%, nei consigli regionali.

L’Ars in queste settimana è impegnata ad approvare la riforma della legge elettorale per l’elezione dei sindaci siciliani, erano tantissime le preoccupazioni e le discussioni in merito ma nessuno aveva previsto che la guerra doveva fermarsi sul voto di genere che sembrava un punto fermo di civiltà.

Invece, ieri il voto in commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana con il quale è stata cancellata la doppia preferenza di genere ha aperto uno scontro durissimo.

Inizialmente a favore si erano detti quasi tutti i parlamentari tranne quelli del Partito Democratico che si sono schierati fortemente contrari a tale disastro.

Fortissimi gli interventi del Pd, che ha visto prendere posizione anche Maria Elena Boschi, ministro che ha anche la delega alle Pari opportunità, che ha affermato: “Mi auguro che adesso l’Assemblea regionale capovolga questa scelta, con un voto che garantisca un vero equilibrio di genere”

Presa di posizione forte anche da parte di Fausto Raciti, segretario regionale del Pd in Sicilia, che ha affermato che “senza la doppia preferenza di genere, non siamo disponibili a votare alcuna legge elettorale”.

Le parole del PD hanno portato a uno scenario che dovrebbe portare alla bocciatura dell’emendamento che oggi viene sostenuto solamente dai 5 stelle, i quali sostengono esserci numerosi motivi, in primis l’aumento esponenziale del controllo del voto e il rischio di elezione di “candidati fantocci” (sia uomini che donne), solo perché collegati ad un candidato forte.

In realtà in Sicilia moltissimi sono consapevoli che alle prossime elezioni il numero dei Consiglieri diminuirà drasticamente per effetto della riforma che riduce il numero dei posti nei vari consigli comunali e quindi per facilitarsi la prossima elezione c’è chi vuole vogliono eliminare le donne dalla concorrenza elettorale.

Un buon modo per festeggiare i 70 anni dal primo voto delle donne italiane, esercitato proprio alle comunali del 10 Marzo 1946.

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