Cosa sta proponendo l’Europa per diventare competitiva

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Il piano presentato a Bruxelles: ecco le misure

 

Lo scorso martedì la Commissione Europea ha dato il via ad un piano ampio ed organico di iniziative tese a rendere il continente più competitivo sul fronte delle tecnologie digitali: è evidente infatti che questo ambito, per la rilevanza che sta assumendo non solo sul piano economico, ma anche politico – pensiamo ai dati che vengono generati dall’uso della Rete e registrati dalle grandi aziende digital – e stia vedendoci cedere il passo non solo nei confronti degli Stati Uniti ma anche della Cina.

Le iniziative presentate a Bruxelles, tra gli altri, da Andrus Ansip, il Commissario per il mercato unico digitale, e da Gunther Oettinger, il Commissario per la Società e l’Economia digitali, hanno riguardato uno spettro molto ampio di azioni e provvedimenti:

– la definizione di standard per offrire, grazie ad iniziative di finanziamento dedicate, ad oltre 1,7 milioni di ricercatori e 70 milioni di professionisti dell’ambito scientifico una piattaforma digitale unica in cloud all’interno della quale analizzare informazioni e dati e collaborare riutilizzandoli: l’Europa è infatti il maggior produttore di informazioni scientifiche, ma la loro frammentazione nei diversi Stati nazionali non consente l’ottenimento di economie di scala a detrimento dei professionisti, delle imprese e degli Stati membri;

investimenti – diretti ed indiretti, pubblici e privati – in centri di eccellenza che favoriscano, in modo capillare e grazie alla condivisione di standard, l’adozione di iniziative per favorire la digitalizzazione dei settori pù strettamente industriali con lo scopo di accelerare sul fronte dell’uso da parte di soggetti privati delle tecniche di digital fabrication, della diffusione di sensori e di tecnologie legate all’Internet of Things e della conseguente crescita della comunicazione machine-to-machine così da permettere una maggiore competitività in aree a elevata crescita quali la domotica, le smart cities, un uso più efficiente delle risorse energetiche fino ad arrivare alle frontiere delle app mobili per l’e-health e dei veicoli automobilistici connessi: su questo piano i vantaggi sono da ascrivere sia al piano economico che all’impatto sul territorio, sull’efficienza nel consumo delle risorse e sull’occupazione;

– un action plan che includerà iniziative a livello comunitario atte ad accelerare lo sviluppo e il coordinamento di servizi di e-government da parte degli Stati membri secondo i principi del “Digitale di default” e dell’interfaccia pubblica unica nei confronti del cittadino così consentire una migliore comunicazione e integrazione fra organi amministrativi nazionali e locali ed una promozione efficace del mercato unico digitale attraverso una maggiore efficienza della giustizia civile ed amministrativa per le transazioni trans-frontaliere.

Come si può notare, le frontiere dell’innovazione descritte da questi interventi passano da due sfide: la prima relativa ai dati, alla loro interoperabilità ed alla sicurezza nella loro gestione, la seconda – la più complessa – relativa alla diffusione delle competenze digitali affinchè i vantaggi prodotti dal cambiamento non siano solo volano per la crescita dei ricavi di pochi, ma anche terreno di sviluppo delle professioni e dell’occupazione.

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