Cosa sarebbe il Pd senza i Giovani dem?

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4 settembre - Giovani democratici - Pd

Circoli, feste, istituzioni vedono un contributo fondamentale da parte della giovanile

Anche io faccio parte di quell’organizzazione che oggi qualcuno vorrebbe chiudere. Tuttavia chiunque, ad oggi, abbia esposto la necessità di chiudere i Giovani democratici fa un errore di base: considera i Giovani democratici come una cosa distinta e separata dal Pd. Nella realtà dei fatti non è cosi. Basta guardare quelle federazioni cittadine, che senza l’apporto politico ed organizzativo dei Gd chiuderebbero; le Feste dell’Unità, animate da anni dagli stand dei Gd e dai loro eventi, smetterebbero di essere un luogo di ritrovo culturale, politico e ludico per molti giovani. E cosa sarebbero quei consigli comunali, quei consigli regionali, il Parlamento o l’Europarlamento senza i candidati eletti tra le fila dei Gd e grazie al lavoro di tantissime compagne e di tantissimi compagni che militano nella giovanile?

Inoltre, parlare di emarginazione dei Giovani democratici dal dibattito pubblico è errato; come fa un’organizzazione politica che ha deputati ed europarlamentari eletti tra le propria fila ad essere emarginata dal dibattito pubblico? Sicuramente i nostri interventi, le nostre azioni all’interno del dibattito pubblico non avranno lo stesso rilievo mediatico di quelle del Partito democratico; ma molte volte nostri eletti, iscritti e dirigenti sono intervenuti nel dibattito pubblico nazionale; alcuni di essi hanno anche scritto dalle pagine della stessa Unità. Come poi non potersi ricordare la grande presenza dei Giovani democratici all’interno del dibattito pubblico nazionale, con la Factory365; quella fu una grandissima mobilitazione animata da migliaia di ragazzi di tutta Italia, che vennero a Roma per confrontarsi sulle grandi questioni dei nostri tempi e provare, assieme ad esperti e rappresentanti delle istituzioni, a dare delle risposte alle tematiche affrontate.

Ma chi sostiene la chiusura dei Giovani democratici è poi veramente convinto che un giovane di 14-16 anni che s’iscrive al Pd possa tenere testa o controbattere ad un altro iscritto più grande di lui di una ventina d’anni e con molta più esperienza politica? Ecco, i Giovani democratici sono anche questo: un luogo, una comunità dove gli iscritti più giovani muovono liberamente i primi passi nel mondo del partito e della politica e provano a formarsi in maniera autonoma e indipendente da rigidi schemi.

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