Cosa c’entrano i papà di Renzi e Boschi

Il Fattone
Il padre del premier Matteo Renzi, Tiziano, passeggia vicino alla Galleria Colonna a Roma 23 Dicembre 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Scoop fotografico sulla prima pagina del Fatto. Ma le notizie dove sono?

La banche salvate dal fallimento sono quattro, i risparmiatori ingannati qualche migliaio, un po’ meno i dipendenti che grazie al decreto non hanno perso il lavoro, decine di migliaia i correntisti che possono tirare un sospiro di sollievo, Bankitalia e Consob – cioè le autorità che avrebbero dovuto vigilare – si scaricano a vicenda la responsabilità, il governo sta trovando il modo di aiutare chi ha perso tutto, ma per gli indomiti ragazzini del Fatto esistono soltanto Matteo Renzi e Maria Elena Boschi.

“Avevamo una banca”, titola in prima pagina l’innamorato respinto Travaglio: subito sotto, un fotomontaggio con il papà di Renzi e il figlio, il papà della Boschi e la figlia. Sarebbero dunque loro, secondo lo scoop iconografico del Fatto, i proprietari malandrini della Popolare Etruria? Non proprio: il caso è più intricato. Leggiamo: “L’uomo di Renzi offre una poltrona all’ex sindaco Pd decisivo per l’affare dei soci di papà Tiziano”. Mmmh… e che significa? Abbiate pazienza, e proviamo a decifrare il significato di questo scioglilingua.

L’“ex sindaco” è Sergio Benedetti, l’“affare” è l’ampliamento di un centro commerciale a Reggello, un piccolo comune – sottolineano i segugi del Fatto – “a soli nove minuti di auto da Rignano sull’Arno, il borgo dove i Renzi hanno casa”. La “poltrona” offerta all’ex sindaco (dalla Provincia di Firenze, quando Renzi però era a palazzo Vecchio) sarebbe un posto nel cda del Maggio Fiorentino: ma non se ne fa nulla, perché l’ente viene commissariato.

E il papà di Matteo che c’entra? “Tiziano lavora nel marketing da trent’anni – spiega Luigi Dagostino, uno degli immobiliaristi coinvolti nell’“affare” – e ci ha dato una mano nella pubblicità di alcune iniziative”. Tutto qui? Tutto qui. Guadagno? “3-4mila euro”. Davvero un affarone.

E il papà di Maria Elena che c’entra? Niente: però Lorenzo Rosi, ex presidente della Banca Etruria, di cui per sette mesi è stato vicepresidente Pier Luigi Boschi, è entrato in società con quelli del centro commerciale (dopo aver lasciato la banca). Tutto qui? Tutto qui.

In compenso “era comparso sulla scena anche Andrea Moretti, figlio della nipote degli ex soci di Licio Gelli”. Vabbè, allora è tutto chiaro. O quasi: manca la zia del portiere del palazzo dove abita un cognato della sorella della baby sitter del nipotino di Verdini.

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