Coraggio Pd, la politica coinvolge ancora

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Le persone ai banchetti ci ringraziano perché ci mettiamo la faccia. Perché il Partito non è solo il suo leader ma tutti i militanti

Ho sempre amato i banchetti. Sono la mia forma di mobilitazione politica preferita, da quel 2010 in cui, quindicenne, m’iscrissi al Partito democratico.

Ogni volta lo stesso rito: ritrovarsi di buon mattino davanti alla sezione, sistemare il tavolino, il materiale, i manifesti; trasportare le bandiere con orgoglio per la breve strada che separa la sede dalla piazza. Funziona così a Castelleone, piccola città della provincia cremonese, che sa svegliarsi da un certo tradizionale torpore politico se adeguatamente stimolata. Oggi è uno di questi giorni.

Ci mancavano i banchetti. La nostra militanza andava appiattendosi sui temi locali. Ci si diceva nelle riunioni da un paio di mesi: abbiamo il coraggio di andare in piazza a sostenere il Partito e il Governo? Se non ci fosse stata #ItaliaCoraggio, il banchetto l’avremmo fatto lo stesso.

Fa freddo nella Pianura a inizio dicembre, ma l’entusiasmo dei militanti del Partito democratico, giovani e meno giovani non manca. Si parte.

Il traffico sotto i portici della strada principale è notevole; nessuno (stranamente, diremmo) rifiuta i volantini, mascherandosi nell’indifferenza per la politica. C’è chi semplicemente legge il pieghevole, chi commenta un provvedimento, chi, fermandosi al banchetto, ne approfitta per sfogliare la copia dell’Unità a disposizione.

E poi chi discute. Di una riforma fatta, delle proprie attese. Chi critica, ma senza insultare. Chi propone, per costruire. E chi ringrazia. Un anziano signore che racconta della figlia insegnante soddisfatta per la riforma scolastica e per il bonus da 500 euro. E ringraziano il governo ringraziando noi, perché ci mettiamo la faccia, perché abbiamo il coraggio di dire: sì, l’Italia può farcela. Perché il Partito non è solo il suo leader ma tutti i militanti.

Solo una volta avevo visto così tanto interesse per un banchetto del Pd. Erano i primi di maggio 2014, alla vigilia delle elezioni europee. I sondaggi parevano disastrosi. Lì capimmo che non era vero. Il clima misurato in piazza era del tutto diverso. E i risultati confermarono le nostre previsioni. Oggi sembra stia succedendo lo stesso.

Abbiamo la dimostrazione plastica che la politica continua a coinvolgere; che no, non è vero che i partiti sono morti. Che c’è ancora spazio per il confronto educato e democratico. Una grande vittoria del Pd, una grande vittoria per l’Italia. Per rispondere a chi raccontava un PD sfilacciato, sfiduciato dai suoi iscritti e dai suoi elettori. Perché certo, oggi diciamo Italia coraggio, ma anche: coraggio, Pd, continua così.

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