Contro la dittatura renziana ecco a voi la denuncia del Bagaglino

Il Fattone
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Il Fatto raccoglie l’accorato racconto di Pingitore

Il regime renziano serra le fila, intensifica e moltiplica i controlli, sigilla ogni residuo spazio di libertà: e a farne le spese, questa volta, è Pier Francesco Pingitore con il suo Bagaglino. Il Solgenitsyn del Salone Margherita oggi si sfoga con il Fatto, rivelando una lunga e incredibile sequela di persecuzioni, censure, intimidazioni.

“Pochi giorni fa – racconta – sono stato invitato ad una trasmissione serale, e i responsabili si sono dilungati in raccomandazioni per non parlare di politica”. Quale trasmissione, quali responsabili? Pingitore, forse nel timore di ritorsioni, non fa nomi (e l’intervistatore, forse nel timore di una deportazione, si guarda bene dal chiederli).

Il clima di terrore è palpabile. “Non è stato l’unico episodio”, aggiunge tremante il nostro Mandela: “Quando ho chiesto ospitalità in qualche trasmissione per lanciare lo spettacolo – rivela con un sussurro – mi hanno sempre opposto le motivazioni più diverse, alcune plausibili, altre comiche”. Quali trasmissioni, quali motivazioni? Pingitore non se le sente di andare oltre, teme ritorsioni sulla famiglia, si guarda intorno circospetto mentre l’intervistatore, letteralmente terrorizzato, vira sugli “italiani voltagabbana”, un evergreen del qualunquismo che anche la peggior polizia segreta può tollerare.

Lo spettacolo della Aung San Suu Kyi de’ noantri s’intitola coraggiosamente “50 sfumature di Renzi”, e la foto promozionale pubblicata dal Fatto offre l’abituale rassegna di tronisti e ragazze scosciate.

Finora i carabinieri non sono intervenuti, e le repliche continuano. Ma confidiamo nelle squadre speciali di Marco Carrai.

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