Compagni, cosa vi siete persi

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In piazza non c’erano alieni che votano Sì: c’era una grande rappresentanza del nostro partito, c’era la nostra gente

Quando Matteo Renzi lanciò l’idea della prima Leopolda, pur essendo stato sempre molto sospettoso verso questo giovane di belle speranze, la cosa mi incuriosì molto. Via via che passavano i giorni e ci avvicinavamo all’evento, il mio interesse crebbe sempre più.

Era davvero imprevista, per me, la quantità e la qualità dei giovani che aderivano: studenti, militanti, dirigenti di base, amministratori locali… insomma, una bella fetta di popolo Pd, inquieto e anche abbastanza arrabbiato con la tranquilla stasi dei vecchi dirigenti.

Naturalmente mi piacque molto questo coacervo di compagni, tutti da conoscere e da capire. Sul palco scorrevano anche persone che non godevano di una mia particolare stima, ma in platea c’era una folta rappresentanza di quel che poteva essere un bel futuro dell’Italia. A turno, i giornalisti presenti mi si avvicinavano ponendomi tutti la stessa domanda: Staino, perché lei è qui? Alla fine decisi di salire sul palco dicendo che la domanda che mi facevano non era quella giusta.

Quella giusta doveva essere: perché non è qui Bersani? Proseguii raccontando una massima del vecchio Mao: «Un comunista deve sentirsi tra le masse come un pesce si sente nell’acqua». C’era poco da fare, il compagno segretario aveva avuto paura di quelle masse e invece di presentarsi per discutere con loro aveva preferito fuggire al sud per un’altra iniziativa, messa su in fretta e furia.

Credo che la crisi del gruppo dirigente proveniente dai Ds sia iniziata lì e da lì proseguita fino alle conseguenze di oggi. Se si ha paura del nostro popolo e delle avanguardie che ti contestano si va da vero poco lontano. Pensavo a tutto questo in mezzo ai tanti compagni in piazza con Renzi oggi e naturalmente mi chiedevo: «Bersani, perché non sei qui?». Eppure in questa piazza non c’erano alieni che votano Sì: c’era una grande rappresentanza del nostro partito, c’era la nostra gente, i nostri fratelli che tu, voglia o non voglia, sono anche tuoi fratelli. Compagni che ti aspettavano per incontrarti, confrontarsi, discutere, sapere, capire. Ma non ti sei presentato: forse tra questa nostra gente non ti senti più come un pesce nell’acqua? Per questo in nome della nostra lunga e comune militanza ti prego di ripensarci seriamente.

Con questo atteggiamento, tuo e dei compagni a te vicino, mostrate una alterigia che sfiora il disprezzo. Gianni Cuperlo c’era. Tutti noi sappiamo che probabilmente voterà No e pure si è mosso sorridente e tanti sorrisi e tanti abbracci ha ricevuto. Per me è stato il segnale più bello di questa bellissima giornata.

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