Come separare le “bufale” dalle notizie vere ai tempi dei social

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isabella bonotto

La presenza di così tante notizie inesatte non sminuisce il ruolo dei social media che sono uno strumento eccezionale d’informazione in tempo reale

Su cosa siano le “bufale”, ovverosia le notizie false o le beffe mediatiche, se ne se sono interessati molti. La Crusca ha scavato sull’origine della parola e sul significato preso: siccome i buoi e le bufale hanno spesso un anello attaccato al naso attraverso il quale vengono trascinati ne consegue che l’espressione deriverebbe da “menare per il naso come una bufala”.

Anche tanti libri e saggi sono stati dedicati al tema. Ne ricordo uno, di qualche anno fa, di Luca Damiani, ’Bufale’, appunto si intitolava, e ricostruiva in breve la storia delle principali beffe mediatiche da Orson Welles a Luther Blisset. Recentemente il Post ha pubblicato un articolo di Leonardo Bianchi, giornalista di Vice, nel quale si mettono in fila tutte le notizie false riguardanti l’Isis. Con la Rete questo fenomeno si è comprensibilmente, dilatato.

I social sono una fonte inesauribile di notizie fasulle, a volte riprese da altre fonti giornalistiche, senza le dovute verifiche. Come dimostra la vicenda del giovane messicano che, per un macabro scherzo via Twitter, si è visto pubblicare la sua foto tra le vittime di diversi disastri. La storia è stata poi resa nota da France 24 Observer, (il sito di citizen journalism, realizzato da un team di giornalisti esperti).

Ne è nata una guida che è stata tradotta in italiano da ‘Valigia Blu’. Nel linguaggio internazionale la caccia alle bufale si chiama “fact checking” e l’opera per ora più  attendibile è il testo scritto da Craig Silverman, giornalista-imprenditore statunitense, dal titolo ‘Verification Handbook’. Ora anche questo testo è stato tradotto in italiano per merito di SlowNews, il progetto per un giornalismo più lento e più attento, lanciato l’anno scorso da un gruppo di giornalisti indipendenti. Il manuale si può scaricare gratuitamente nel sito verificationhandbook.com. Anche Blogo ha lanciato un suo efficace servizio antibufala, dove è possibile verificare, giorno dopo le notizie false che si propagano attraverso la Rete. La presenza di così tante notizie inesatte non sminuisce il ruolo dei social media che sono uno strumento eccezionale d’informazione in tempo reale, come ha dimostrato il video trasmesso in diretta su Facebook Live da Diamond Reynolds, la giovane che ha filmato l’agonia del suo compagno. Nel mare magnum della Rete ci sta di tutto: encomiabile il lavoro di coloro che ci aiutano a separare il vero dal falso.

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