Colpo del Fatto, Renzi andrà a Rio con un aereo di Stato

Il Fattone
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Qualunquismo e rancore sociale, il mix di Travaglio come quello di Andreotti

“Renzi e i suoi cari in gita di Stato a Rio de Janeiro”, titola oggi il Fatto in prima pagina: e i meno giovani sentiranno l’eco di una famosa battuta di Giulio Andreotti: “Vado in Cina con Craxi e i suoi cari…”. Era il lontano 1986, il leader socialista sedeva a Palazzo Chigi e Andreotti era il suo ministro degli Esteri, e la polemica sul viaggio a Pechino, con l’aereo di Stato affollato di familiari, amici e collaboratori del presidente del Consiglio, entusiasmò per qualche giorno l’opinione pubblica.

Tangentopoli era lontana, ma se ne stava già preparando il clima, quel misto di qualunquismo e di rancore sociale che non ha mai più lasciato il nostro sfortunato Paese.

E’ a questo clima infame che strizza l’occhio il titolo del Fatto: per di più omettendo ogni riferimento alle Olimpiadi, come se Renzi portasse la famiglia in vacanza in Brasile a spese del contribuente.

Già, perché il presidente del Consiglio sarà a Rio dal 3 al 7 agosto “per spingere – come anche il Fatto deve ammettere – la candidatura di Roma 2024”. Cioè per aiutare l’Italia, per promuoverne l’immagine internazionale, per attrarre investimenti, per incrementare il turismo, nonché – a questo servono le Olimpiadi – per creare occupazione e far crescere il Pil.

“Il fiorentino – scrive indignato il Fatto – sarà in visita con la famiglia, i collaboratori, gli indispensabili assistenti, soprattutto il fotografo e l’operatore”. E per di più, udite udite!, “volerà con un aereo di Stato da Roma”. Perbacco! “Il fiorentino” avrebbe dovuto partire da Rignano in bicicletta e imbarcare la moglie su un mercantile low cost, come fanno abitualmente gli altri capi di Stato e di governo?

Avrebbe dovuto lasciare a casa collaboratori e assistenti – la differenza fra le due categorie ci sfugge, ma ci ripromettiamo di chiedere lumi a Filippo Sensi – e tutt’al più comunicare con loro via Skype, sempreché qualche anima buona gli consenta di usare gratuitamente il wifi?

Quel fotografo al seguito, poi, è la vergogna delle vergogne: la Merkel di solito, quando vuole una foto ufficiale, s’infila in una cabina per fototessere, tira la tendina, estrae l’euro dal borsellino (suo personale, non della Cancelleria) e poi aspetta paziente che la foto s’asciughi.

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