Cinquestelle, zero trasparenza. Perché non pubblicano il loro bilancio?

M5S
Un apriscatole sopra uno scranno del senato portato dai senatori grillini a Roma, 15 marzo 2013. Un apriscatole, con affianco una spilletta del Movimento 5 Stelle e i tesserini parlamentari dei senatori Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi e Daniela Donno.
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Una legge obbliga partiti e movimenti a rendere pubblici i loro finanziamenti, ma i grillini non l’hanno mai rispettata. Ora rischieranno una sanzione

La scatoletta di tonno è stata sigillata. La verità dei Cinquestelle, la loro trasparenza si è spezzata come un grissino dinanzi ai cittadini, sulle pagine oscurate del blog, e davanti alla legge.

Ma facciamo ordine e chiarezza.

In questo Paese esiste una legge, la n. 96 del 6 luglio 2012, nata con lo scopo di garantire la trasparenza e la correttezza nella gestione contabile dei partiti e dei movimenti politici. Ecco in sintesi cosa prevede l’articolo 9 della legge: ti candidi alle elezioni? Sei una lista, un partito o movimento? Hai eletto un rappresentante nelle istituzioni regionali, nazionali ed europee? Se la risposta è Sì, la suddetta legge ti obbliga a presentare – per i cinque anni successivi – i bilanci del partito/movimento.

I grillini si sono affacciati alle elezioni nel lontano 2013, esattamente 3 anni fa. E hanno concorso poi anche alle elezioni europee. Esattamente due anni fa. Ma del bilancio del Movimento Cinquestelle non c’è alcuna traccia.

Certo le hanno provate tutte: hanno cambiato nome, tolto Grillo dal simbolo, ma la sostanza è rimasta identica: tutto oscurato.

La toppa è anche peggio del buco. Toninelli la spara grossa. Anzi spara una vera e propria bufala, magari acquistata sulla strada di Quarto. L’onorevole cittadino sostiene di non aver presentato i bilanci del Movimento perché il Movimento non voleva concorrere al finanziamento pubblico. Peccato che i due elementi non siano complementari. Insomma per i paladini della trasparenza, quando tocca a loro, la virtù diventa optional.

Perché se questa fosse la ratio allora potrebbe succedere che un ricco miliardiario straniero – magari un comico brillante – possa farsi il suo partito, eleggere una rappresentanza e in virtù della “teoria Toninelli” mantenere segreto il suo bilancio. E la campana adesso è davvero suonata. Quando il Milleproroghe passerà, le sanzioni per chi trasgredisce agli obblighi di trasparenza diverranno effettive. Cosa converrrà allora ai Cinquestelle? Pagare 200mila euro di multa o svelarci i loro finanziamenti occulti? A pensar male si fa peccato…

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