Ciampi e il prezzo da pagare

ControVerso
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Ciampi che apprezzava il nostro entusiasmo era però fedele ad un punto fondamentale della scienza economica, che recita «non esistono pasti gratis»

Vorrei aggiungere anche io il mio piccolo ricordo di Carlo Azeglio Ciampi. Era Ministro del Tesoro quando venni nominato dal Governo Prodi Presidente di Enel. Quindi era il nostro azionista a cui riferivamo e a cui facevamo le nostre proposte.

Era affiancato da un team di giovani dirigenti, guidato da Mario Draghi, allora Direttore del Tesoro, chiamati in buona parte dalle migliori università o fatti rientrare dall’estero. Il che già faceva di quel Ministero un posto piuttosto particolare rispetto all’insieme dell’Amministrazione Pubblica italiana.

Le riunioni con Ciampi e Draghi, che lo affiancava, erano sempre molto stringate. Si andava dritti al punto. Noi naturalmente cercavamo di convincere i nostri azionisti che quello che stavamo facendo ci avrebbe creato valore per il nostro azionista Tesoro.

Ciampi che apprezzava il nostro entusiasmo era però fedele ad un punto fondamentale della scienza economica, che recita «non esistono pasti gratis». Per cui inevitabilmente arrivava la domanda «Va bene, ho capito dove stanno i “più ” della vostra proposta. Adesso però fatemi vedere i “meno”». Il che voleva dire «chi paga quel che volete fare? L’azionista, i consumatori, i fornitori, i lavoratori?».

Una piccola lezione di realismo la sua che semplificava così discussioni che spesso possono durare ore. Una domanda che continuo a farmi, sapendo che ci sono iniziative che possono certo aumentare la ricchezza, ma anche consapevole che ogni innovazione porta con sé un prezzo da pagare.

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