“Chiesimo”? Gasparri, re della social-gaffe

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Su Facebook è stata creata una pagina dal significativo titolo «Togliamo il twitter a Gasparri», nella quale oltre 800 buontemponi si sollazzano

Se presi in giusta dose, i social sono uno spasso. Gli errori, anche quelli più marchiani, si trasformano in macchiette e danno origine a tormentoni con i quali si sbizzarriscono i creativi di mezzo mondo. È una satira-nature che si trasforma in gioco sociale, confezionando ruoli o creando personaggi che diventano stereotipi. Gazebo su Rai3 ha incrementato la capacità di leggere i social e anche di sorriderci sopra.

Prendiamo Gasparri e il suo perenne twittare. È il genio assoluto delle gaffe in rete. Per lui azzeccare i verbi è come per un comune mortale vincere alla lotteria. Prendiamo l’ultimo strafalcione. Nel pieno della polemica mattutina con la figlia della Lupa, irrompe sulla scena con un twitter memorabile: «È vero che @GiorgiaMeloni è figlia della storia di destra, e proprio per quello a suo tempo le chiesimo la disponibilità». Apriti social! A catena la frase dal futuro remoto gasparriano è finita nelle universali vie della rete, guadagnando un posto tra i post più visitati. Dopo un po’, la ardita dichiarazione è stata, naturalmente, fatta sparire ma era troppo tardi: internet è veloce. È feroce. Non perdona. I giochi sull’uso delle parole si moliplicano.

Sergio Sergi, amico e collega, ricorda ad esempio che il «chiesimo» di Gasparri gli ricorda la dichiarazione di un candidato alle Comunali in Sicilia: «Se sarei eletto…». Qualcuno lo corregge. «Fossi». E lui: «Ah, certo, fossi, non è sicuro…» Perla dopo perla, il vicepresidente forzista del Senato irrobustisce la sua fama d’imperatore delle gaffe. Su Facebook è stata creata una pagina dal significativo titolo «Togliamo il twitter a Gasparri», nella quale oltre 800 buontemponi si sollazzano. Un sito, Wired.it, dedica lunghe pagine, quasi una tesina, a «la storia del peggior account twitter italiano. Quello di Maurizio Gasparri». L’armamentario è completo: strafalcioni, giudizi tirati via. Con qualche scivolata di troppo che è bene non scordare. Il 17 gennaio del 2015, all’indomani della liberazione delle due donne italiane rilasciate dai sequestratori, l’uomo ha la faccia tosta di cinguettare: «VanessaGreta sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo!». Qui c’è poco da ridere. Il problema di Gasparri non sta tanto nella lingua ma nella testa, avrebbe scritto l’inimitabile Fortebraccio.

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