Chi vota M5S, vota le destre

Amministrative
Beppe Grillo sul palco della due giorni ''Italia5stelle'' all'autodromo di Imola (Bologna), 17 ottobre 2015. A destra Gianroberto Casaleggio, fondatore del Movimento 5 stelle. ANSA/ MARCO ISOLA

Casaleggio, Berlusconi, Salvini e Meloni hanno un solo obiettivo: fare perdere il Pd. Ma Roma e le altre città hanno bisogno della nostra capacità di governo

Proviamo a leggere senza pregiudizi ciò che sta accadendo nella scelta dei candidati sindaci per le prossime amministrative. Da un lato siamo di fronte a una (definitiva?) disgregazione di quello che conoscevamo come il centro destra, nel quale è in atto una lotta senza quartiere e anche un po’ ballerina per la leadership nazionale, ovviamente sulla pelle dei cittadini e delle città. Dall’altro, nel Movimento 5 Stelle siamo alla prova provata di un vero e unico uomo solo al comando, anzi un’azienda privata, la Casaleggio e associati, che fa e disfa candidati a suo piacimento, come a Milano, che candida un brianzolo a Napoli, che obbliga i suoi candidati a sottoscrivere contratti che stabiliscono in modo inequivocabile il suo controllo totale su tutti gli atti amministrativi, come a Roma e non solo.

D’altra parte abbiamo già ampiamente visto come sta andando dove amministrano i grillini. E siamo davvero di fronte ad un fenomeno inquietante, a proposito di chi ci dà sempre lezioni sulla “democrazia partecipata” con al centro i cittadini.

Ma questi due fronti alla fine si saldano con un solo obiettivo: l’importante non sono le città e i cittadini, l’importante è far perdere il PD. Infatti a Roma tutti gli esponenti della destra, Berlusconi, Salvini, Meloni, dichiarano che al ballottaggio voterebbero la candidata scelta da Casaleggio. Ergo, chi vota M5S vota la destra. Non c’entra Roma, non c’entrano i romani, valgono solo le tattiche padronali e da vecchia politica che i 5stelle hanno fatto proprie.

Un fatto è certo: il Pd, che avrà anche tanti difetti, rimane l’unica forza politica che in modo trasparente e davvero partecipato sceglie i suoi candidati con le primarie, e li sceglie sulla base della loro competenza e della loro capacità di realizzare concretamente una buona amministrazione. A Roma si presenta con la faccia e la storia di Roberto Giachetti, che non solo ha già dimostrato il suo amore per la città ma anche le sue capacità amministrative. Un candidato vero e davvero per Roma, per tutta Roma, in grado di far rinascere la città facendola tornare ad essere il fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo. Che parla della città e parla alla città, affrontando con serietà i suoi tanti problemi e valorizzando le sue straordinarie potenzialità. Che si sta circondando di persone autorevoli e di qualità. Una persona libera che ha messo in gioco se stessa per Roma, non per logiche che con la città non c’entrano nulla o perché eterodiretto da Milano.

Il Pd, rigenerato e di nuovo competitivo, tutto il PD come hanno dimostrato i candidati alle primarie a partire da Roberto Morassut, è al suo fianco, consapevole della complessità della sfida ma altrettanto convinto che solo chi ha come unico fine quello di occuparsi davvero dei cittadini romani sarà in grado di dare risposte concrete ed efficaci per tutti. Roma non ha bisogno di confusione né di corse personalistiche in chiave nazionale, così come non si merita di essere “colonizzata” da un’azienda privata milanese. Roma ha bisogno di Roberto Giachetti, della sua passione e della sua competenza. E le altre città hanno bisogno della nostra capacità di governo.

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