Chi cresce, vive e fa vivere l’Italia è italiano

Diritti
immigrazione

Nonostante i veti di Ncd e Scelta civica, sullo ius soli è stato raggiunto un compromesso che va salvaguardato

Direste mai, in pubblico, che la lingua, il vostro accento vi è stato trasmesso dal sangue dei vostri genitori? Probabilmente no, perché siete perfettamente consapevoli che queste cose, come moltissime altre, dipendono dal luogo in cui siete cresciuti, dalle persone che avete frequentato, dalle possibilità economiche che avete incontrato durante la vostra vita.

Una risposta banale, che però per lo stato italiano non lo è. Il nostro paese, infatti, sancisce per legge che essere italiano è un diritto che si acquisisce con il sangue, per via ereditaria, come il colore degli occhi, o quello dei capelli. Certo chi ha genitori italiani e nasce in Italia è italiano, ma chi nasce cresce vive in Italia da genitori che non sono nati qui è forse da considerarsi straniero? Su questo si è lavorato negli ultimi anni per inserire lo ius soli anche in Italia, cioè il diritto di cittadinanza in base al luogo in cui si nasce e non solo in base al sangue (ius sanguinis).

La campagna “L’Italia sono anch’io” nel 2013 portò in parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare e il Pd ne fece, giustamente, uno dei punti centrali della campagna elettorale del 2013. Oggi dopo oltre due anni, ne stiamo discutendo alla Camera una nuova versione in cui potrà acquisire la cittadinanza italiana chi sia nato in Italia da genitori stranieri risiedenti nel nostro paese da almeno 5 anni e in possesso di un permesso di soggiorno di lunga durata e chi sotto i 12 anni abbia concluso positivamente almeno un ciclo scolastico.

In un momento in cui siamo davanti alle più grandi migrazioni degli ultimi decenni, in cui la popolazione del nostro paese invecchia costantemente e in cui sempre più bimbi e ragazzi parlano e pensano in italiano ma non hanno i diritti di un italiano non possiamo correre il rischio di chiuderci in una discussione totalmente autoreferenziale su quanto debba essere temperato un diritto di cittadinanza.

Sicuramente i veti di Ncd e di Scelta Civica che hanno portato all’emendamento di mediazione che ha inasprito ulteriormente i criteri per accedere alla cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri non aiutano (pare che l’essenza della moderazione a destra risieda nei paletti sui diritti civili), ma il risultato è comunque da salvaguardare.

Non è quindi lo Ius Soli all’americana, ma sicuramente è un enorme passo in avanti rispetto alla legislazione vigente. Chi cresce, vive e fa vivere l’Italia è italiano. E questo deve essere per tutti noi motivo di lotta e di orgoglio.

(Foto Facebook L’Italia sono anch’io – comitato piemontese)

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