Che Rai desiderate? Un questionario per dirlo

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Per farlo bisogna andare sul sito Cambierai.gov.it, ed esprimere, rispondendo alle 36 domande del questionario, la nostra opinione sulla Rai, in vista del rinnovo della Convenzione tra Stato e Tv pubblica

Seguire i social non vuol dire solo distribuire i “like”a destra e manca, come se fossero strizzatine d’occhio, ma anche soffermarsi a riflettere su quanto alcuni amici scrivono, sugli stimoli che altri suggeriscono.

Con quest’ottica, ad esempio, si possono seguire i molti dibattiti che si sviluppano sui media nei quali si riflette sulla loro funzione e si avanzano anche ipotesi sul loro uso. Cioè, si possono abitare meglio i social se, oltre ad esibire il nostro “io”, in genere ipertrofico, si raccolgono pareri e consigli. Dire e anche ascoltare.

Tiziano Bonini, un giovane studioso di media (la radio è la sua passione) segnala, ad esempio, una pratica importante: «Se avete 10 minuti – ci dice – partecipate a questo questionario di consultazione sul servizio pubblico dei media in Italia». Il suo giudizio sul questionario non è lusinghiero: sono richiesti troppi pareri sulla Tv come se non esistessero sia la radio che il web. Bonini sostiene che è un questionario con «molte debolezze» ma è comunque «un’occasione per far arrivare, anche dei piccoli messaggi, alla classe dirigente della Rai». Una giusta sollecitazione a partecipare, a far sentire il proprio parere e a contribuire a migliorare l ‘ esistente.

Accolgo l’invito come lo stanno facendo molti studiosi e giovani studenti di comunicazione, grazie a Facebook. Per farlo bisogna andare sul sito Cambierai.gov.it, ed esprimere, rispondendo alle 36 domande del questionario, la nostra opinione sulla Rai, in vista del rinnovo della Convenzione tra Stato e Tv pubblica. Così faremo contento anche il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, che ha dichiarato, presentando l’operazione, che «l’obiettivo di questa consultazione è di dare la parola innanzitutto al cittadino che paga il canone, unico vero azionista del servizio pubblico. I risultati ci consentiranno di definire meglio i nuovi doveri del servizio pubblico radio -tv».

A luglio Istat analizzerà i risultati che saranno raccolti in un documento della consultazione pubblica che accompagnerà la nuova bozza di Convenzione tra lo Stato e la Rai, la quale dovrà essere approvata entro ottobre. In quel documento ci saranno anche i nostri pareri.

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