Certo, sui diritti maggioranze variabili. Strano che Alfano non lo capisca

Governo
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, Roma, 27 agosto 2015.    ANSA/ETTORE FERRARI

Deciderà il Parlamento, non ci sono patti di maggioranza

È assolutamente normale che in materia di diritti civili e di temi etici il parlamento si esprima liberamente, senza vincoli di maggioranza e logiche di schieramento. È sempre stato così e così sempre sarà.

Sulle unioni civili è auspicabile che ci sia una maggioranza sulla legge Cirinnà. Inevitabilmente sarà una maggioranza diversa da quella che regge il governo Renzi. In astratto, potrebbe esserci una maggioranza senza il Pd, e il governo non cadrebbe per questo. Tutti liberi, su questi temi che toccano convincimenti filosofici e religiosi che debbono potersi esprimere senza essere compressi da ragioni di interesse partitico.

Ecco perché Angelino Alfano sbaglia, quando dichiara a Huffington Post che se il testo Cirinnà passasse così com’è “non sarebbe un bene per la coalizione”. Che c’entra la coalizione? Non c’è un patto di coalizione su questi temi.

La coalizione, cioè la maggioranza di governo, deve essere coesa sui temi cardine dell’agenda di governo – la politica economica, la politica estera, la politica della sicurezza – non sulle materie che non a caso non fanno parte del programma su cui questo governo ha chiesto la fiducia alla Camere.

Il ministro dell’Interno fa legittimamente la sua battaglia per far valere le sue ragioni. Se la perde, la perde. Allo stato dell’arte, può darsi anche che la vinca. Alla fine è il Parlamento ad avere sempre ragione ed è ad al Parlamento che bisognerà inchinarsi.

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