“Certo che voto Sì, solo… solo… che non mi va di dirlo in giro”

Referendum
Sugli appositi espositori allestiti dal Comune di Napoli i manifesti per il Si e per il No al prossimo referendum costituzionale, 28 novembre 2016.
ANSA /CIRO FUSCO

Tutto cominciò con Benigni, comico geniale, comunista di famiglia e tradizione, attore di successo internazionale

Lo sapevo – penso tra me – tanti amici, amici da una vita, amici fraterni, artisti con il denominatore comune di essere famosi e molto in vista, che votano Sì e preferiscono non dirlo. Ma non era nei regimi dittatoriali -penso ancora tra me – che capitava questo?

Questo disagio diffuso di esprimere pubblicamente la propria opinione, la propria convinzione, e quindi il proprio vo to. Tutto cominciò con Benigni, comico geniale, comunista di famiglia e tradizione, attore di successo internazionale. Il poveretto ebbe l’impudica sincerità di esprimere il proprio pensiero e dire che avrebbe votato Sì, proprio lui, il massimo cantore della “Costituzione più bella del mondo”, proprio lui non si rendeva conto del volgare attacco che veniva fatto a questa suprema Carta, sicuramente era stato comprato, i soldi della Rai, i contratti della Rai, quanto era costato a noi italiani questo Sì.

Da quel momento una valanga di ingiurie gli è stata rovesciata addosso: hanno detto di tutto per seppellirlo culturalmente e per distruggerlo moralmente, eppure lo sappiamo bene, le parole sono pietre, fanno male, molto male. Alcuni di noi hanno ricevuto a casa lettere contenenti escrementi umani, personalmente ho pensato subito al povero postino che ignaro aveva maneggiato quelle buste, e poi naturalmente ho ringraziato il caso, che ha voluto che arrivassero direttamente a me e non fossero state prima raccolte dai miei nipotini. Un altro amico, attore conosciutissimo e molto amato, uno dei primi ad esprimersi per il Sì, l’ho incontrato a Milano qualche sera fa, era stravolto, mi ha detto che stava male per la quantità di attacchi che aveva subito online e non capiva, non capiva e non capiva …«Perché traditore? perché venduto? Perché carogna?…».

Il suo delitto è stato quello di esprimere un Sì legittimo e convinto alle 5 domande contenute nella scheda referendaria. Questa mattina non avrei voluto scrivere io l’editoriale del mio giornale, mi sarebbe piaciuto molto affidarlo ad un bel nome della cultura italiana, quella vera, magari un cantautore famoso da lungo tempo, che tanta passione contro l’ingiustizia ha messo nei suoi canti… Oppure a un grande scrittore e attore che ha fatto rivivere sul palcoscenico le aspirazioni di giustizia e solidarietà degli umili… Ma non ho avuto il coraggio, non ho alzato il telefono e non li ho chiamati.

D’altronde già sapevo la loro risposta: «Scusami Sergio, naturale che voto Sì… però sai non mi va di espormi… capiscimi… ». Mi risulta però che tutto questo non succeda a chi dice pubblicamente che voterà No. Qualcosa vorrà pure dire, no? Ciao, a domenica.

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