C’era una volta l’avventura delle “radio libere”

MediaTelling
radio-libere

Sono passati quarant’anni da quel 28 luglio del 1976, quando iniziava l’era delle radio libere

Come passa il tempo. Sembra ieri che ascoltavamo le prime “radio libere”, finalmente in tranquillità. Tutto era, finalmente, in regola e finiva così la semiclandestinità degli anni precedenti: niente più cantine insonorizzate con i contenitori delle uova, niente più frequenze rubacchiate qua e là, niente più 33 giri che si portavano da casa e finivano semidistrutti. Sono passati quarant’anni da quel 28 luglio del 1976, quando iniziava l’era delle radio libere.

Una sentenza della Corte Costituzionale aveva sancito la legittimità delle trasmissioni radiofoniche private. L’indicazione della Corte però aggiungeva che dovessero rimanere in un ambito strettamente locale. Per questo furono anche dette radio locali. Quel provvedimento – che avrebbe fatto da apripista anche per lo sviluppo delle televisioni private con la nascita del gruppo Fininvest e successivamente del “duopolio perfetto” Rai-Fininvest, che avrebbe generato quella grande invenzione che è l’Auditel – era molto importante perché sanciva la fine del monopolio della radio di Stato.

Nel giro di pochi mesi le radio libere fiorirono ovunque: alcune emersero d a l l’anonimato, altre già note ebbero la forza di superare da subito i ristretti ambiti localistici. Almeno per fama. Radio Milano International, fondata da un gruppo di ventenni, i fratelli Angelo e Rino Borra e i fratelli Piero e Nino Cozzi, aveva già cominciato a trasmettere dal marzo dell’anno prima.

Un’irruzione che fu decisiva per l’assegnazione delle frequenze. Resterà nella storia come la prima e per lungo tempo come la più importante. Anche Radio Alice, a Bologna, inizierà a trasmettere prima del provvedimento della Corte, esattamente il 9 febbraio del 1976.

La ricorrenza è finita su tutti i media e nelle radio i festeggiamenti sono stati divertenti e prolungati. In particolare RTL 102.5 ha dedicato all’anniversario la puntata di «Non Stop News» ospitando i fratelli Angelo e Rino Borra e Davide Giacalone il quale ha voluto sottolineare come si stia ancora aspettando una regolamentazione in qualche modo compiuta per il settore radio e radio-televisivo. Proprio in queste ore si sta discutendo in Senato la nuova legge per l’editoria: che sia la volta buona?

Vedi anche

Altri articoli