C’è vita oltre il referendum. Per esempio nei contratti

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Il sindacato torna così ad avere un ruolo nella vita economica e sociale. E anche nella vicenda politica.

Più di una volta ho osservato che la campagna referendaria non solo ha assunto caratteri e toni insopportabili ma ha cancellato dal confronto politico e dal dibattito pubblico tutti i problemi che attraversano e travagliano la società. Problemi che hanno un forte impatto sociale e politico. È il caso della firma del contratto dei metalmeccanici che per la prima volta, dopo 15 anni, ha raccolto le firme dei tre sindacati maggiori, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm.

Non è questa la sede per discutere le ragioni o le cause per cui la Fiom non aveva più firmato accordi sindacali sottoscritti dagli altri sindacati. Una cosa è certa: il sindacato nel suo complesso si era indebolito e le relazioni industriali, che hanno un peso rilevante nell’economia, nei rapporti di classe e nel contesto sociale, mostravano una evidente anomalia.

In questi giorni altre importanti categorie hanno firmato contratti nazionali smentendo la campagna di chi riteneva superato dai processi economici, dalle innovazioni tecnologiche e dalla globalizzazione questo tipo di contrattazione. Invece, proprio essa è stata adeguata ai tempi nuovi individuando ciò che è materia riservata al contratto nazionale dando spazio anche alla contrattazione aziendale.

Il sindacato torna così ad avere un ruolo nella vita economica e sociale. E anche nella vicenda politica. Ricordiamo, infatti, che l’attuale presidente del consiglio snobbava il sindacato e ha dovuto cambiare linea. E anche Maurizio Landini, che è persona legata al suo mondo, ha mollato la cosiddetta Coalizione Sociale e ha contribuito a costruire l’accordo nella sostanza e anche con la sua firma.

Purtroppo, nel mondo politico di oggi questi temi sono ignorati. Eppure con quell’accordo i metalmeccanici hanno saputo utilizzare anche nuove leggi per attuare un welfare contrattuale aziendale al fine di garantire un reddito familiare e rafforzare la previdenza integrativa usando il fondo Cometa. Ricordiamo che siamo negli anni in cui si è teso a intaccare il welfare. Un passo avanti nella direzione opposta è un segnale politico a mio avviso rilevante.
Ecco perché dico: signori, il referendum non è tutto.

Contenuto preso dalla pagina facebook EM.MA in corsivo

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