C’è un’Italia che riparte

Sud
banca della qualità

Cinquanta aziende, esempi di eccellenza in 17 comuni tra il Cilento e i monti Picentini. Il Sud ha le condizioni per ripartire e affrontare la crisi puntando sulla propria identità

Per Marcel Proust “Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”. Vale anche per l’Italia. Per misurare la nostra forza è importante guardare non solo i numeri che ci fanno capire l’andamento dei processi economici, ma i talenti e le storie che ci parlano di comunità, economia, istituzioni e società.

E qui c’è un Paese che, anche al Sud, ha le condizioni per ripartire e guardare al futuro, per dare forza alla speranza anche in questi giorni scanditi dal terrorismo, dalle tragedie di migranti e dalla voglia di “Brexit per tutti”. Di un Mezzogiorno come emerge dal rapporto Svimez presentato ieri, in ripartenza per le economie e per l’occupazione, la cui dinamica favorevole punta su qualità, tradizione e innovazione.

E’ il Sud di cui parla anche il rapporto “Banca delle Qualità Campane”, un progetto pilota realizzato da Fondazione Symbola, Federazione delle Banche di Credito Cooperativo e Cassa rurale ed artigiana. Una ricerca che ha individuato 50 storie di eccellenza nel territorio appena a sud di Salerno, 17 comuni tra il parco del Cilento e i monti Picentini.

Qui colpisce la presenza variegata di imprese che riescono a coniugare antichi saperi con le nuove tecnologie, aziende high-tech, artigianato di alta qualità, imprese sociali e no-profit. “Cristo si è fermato a Eboli” scriveva Carlo Levi. Oggi, in quell’area, troviamo la manifattura innovativa di Stampa3DSud, 7 dipendenti con età media di 25 anni e tecnologie all’avanguardia per realizzare oggetti resistenti usati anche per costruire componenti di ricambio nell’automotive.

C’è la Prysmian, di Prysmian group, l’unico impianto a produrre cavi a fibra ottica di ultima generazione in Italia per la banda ultralarga a 1Gb/sec. Per restare in ambiente tecno, Blumatica è una società che si occupa di software per l’edilizia, affermatasi nel campo della certificazione energetica degli edifici, sviluppando anche App per Iphone e Android. E naturalmente c’è la filiera agroalimentare e l’artigianato. L’eccellenza delle mozzarelle di Bufala con l’azienda Vannulo, nota per avere al suo interno l’intera filiera produttiva tutta biologica, dai foraggi, alle bufale, passando per le mozzarelle prodotte “come una volta”, sino alla Bottega della Pelle, una sorta di boutique-laboratorio di artigianato realizzato con i pellami degli animali deceduti naturalmente, in modo da chiudere il ciclo.

Finagricola, una delle cooperative agricole più grandi d’Europa: 320 ettari per la coltivazione di ortaggi e verdura fresca fra cui primeggia il celebre pomodoro “datterino”; 2500 addetti, 30 siti produttivi, 45 milioni di euro di fatturato all’anno; raccolta fatta tutta a mano e un centro analisi sulla qualità.

Nel settore del vino Lunarossa produce il Quartara, il primo vino bianco campano fermentato in anfore d’argilla e pietra lavica del Vesuvio. Il nome è quello usato per le antiche otri di terracotta. Il laboratorio del maestro Rosmundo che grazie al suo virtuosismo nell’arte di lavorare l’oro ha conquistato il Principato di Monaco e gli Emirati Arabi Uniti con i suoi intarsi, ma non intende muoversi da Eboli.

I racconti potrebbero andare avanti a lungo. Questi citati sono solo esempi di imprese che hanno fatto dell’innovazione, della qualità e del rapporto con il territorio l’asse portante della loro attività. E non mancano esperienze di qualità nel sociale e nella cultura.

Come il Caffè 21 marzo, nel cuore di Battipaglia, nato in un bene confiscato alla camorra e oggi punto di incontro e di socializzazione per tanti giovani e meno giovani. O il Parco Eco-Archeologico di Legambiente nei pressi di Pontecagnano, una enorme area archeologica di origine etrusca che per anni è stata sommersa da rifiuti. Dopo la bonifica è stata destinata ad orti urbani, la gran parte dei reperti sono rimasti interrati ma l’area verde è pienamente fruibile.

Fino alla affermata rassegna internazionale di cinema per ragazzi di Giffoni Experience e al Parco archeologico di Paestum, con alcuni tra i templi greci meglio conservati al mondo e un museo di eccellenza.

I numeri ci parlano di un’area che ha resistito alle turbolenze dell’economia. Il suo sistema produttivo nel periodo 2009-2013 è cresciuto in valore aggiunto mediamente dello 0,9% l’anno, a fronte del +0,4% di Salerno, dei dati negativi della Campania (-0,9%), del Mezzogiorno (-0,2%) e del +0,2% della media italiana.

In un territorio in cui la politica e l’amministrazione non sono certo esenti da critiche, vi sono poi esperienze positive come, ad esempio, nella raccolta differenziata, da sempre indicatore di buona politica e buoni rapporti fra istituzioni e cittadini: nei comuni di Giffoni Sei Casali, Controne, Albanella e Altavilla Silentana la differenziata supera infatti il 70 %.

Le storie raccontate nel rapporto Banca delle Qualità Campane emergono anche dall’analisi del sentiment web. Vagliando circa 230mila post tra il gennaio 2015 e il gennaio 2016 si vede che Eventi e festival fanno la parte del leone, con circa 88 mila commenti totali; il solo Giffoni Film festival ne conta 45mila, di cui oltre 10mila in lingua inglese. 25mila commenti sono dedicati al cibo, metà dei quali parlano della mozzarella di bufala. Più di 40mila trattano dei siti archeologici e di cultura, templi di Paestum in testa.

Il quadro che emerge è quello di un territorio che può tentare nuove vie per affrontare la crisi senza perdere la propria identità, anzi, puntando su questa. Un’Italia che fa l’Italia

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