Caro Staino, da partigiana…

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Ti scrivo oggi perché sono abbastanza e di nuovo indignata per le polemiche sul referendum del sì e del no

Carissimo Sergio Staino, dovevo scriverti da tempo perché mi sono gustata il tuo “Alla ricerca della pecora Fassina” con vero divertimento, anzi, amaro divertimento. Con una battuta e un tratto di matita riesci a dire di più che un articolo di fondo. Però ancora non vedo notizie che riguardano il giornale, salvo le “Feste”. Lo sai che le prime in Italia le abbiamo fatte in settembre a Reggio Emilia nel ‘46 e ‘47 e che il loro ”capitano”, cioè organizzatore, responsabile, ideatore era mio marito, allora fidanzato, non ancora venticinquenne e da poco entrato nel PCI?

All’inizio si sono fatte al Parco Terracini, sulla via Emilia, appena fuori il centro città, e ricordo che il lavoro di costruzione e allestimento degli stand, delle piste da ballo, degli impianti era affidato ai compagni delle “brigate di lavoro”, carpentieri, elettricisti eccetera. Poi le donne volontarie in cucina. Non so cosa è rimasto di simile, ma alla Festa Reggio al Campovolo dove sono stata l’anno scorso ancora il volontariato è ciò che regge il tutto.

Ti scrivo oggi perché sono abbastanza e di nuovo indignata per le polemiche sul referendum del sì e
del no. Ho invitato i compagni dell’Anpi che sono per il sì a rompere il divieto di Smuraglia se vogliono salvare l’Anpi dallo sfascio e dal neostalinismo. Non mi sta bene che quelli del no, dell’Anpi o della sinistra interna con D’Alema in testa, abbiano dal PD e da Renzi tutto lo spazio possibile, tutta la disponibilità possibile.

Alla quale poco fa, l’ineffabile Smuraglia ha risposto che un confronto alla pari con Renzi non risolve e ci deve pensare, deve riunirsi coi suoi!!! Pretende di volantinare a favore del no dentro alle feste! Dice che non sarebbe successo con Togliatti! Certo che no, visto che mai l’Anpi, col bel nome “par tigiani” aveva deciso di schierarsi contro l’unico partito di sinistra (o riformatore, vedi il termine democrazia progressiva) a fianco di tutta la destra, neofascisti compresi, xenofobi compresi! Ho scritto sul mio blog una bella “filippicaa” che vi è finita ieri, quindi avrei dovuto metterci anche qualcosa in più.

Ma sono proprio stanca di ve dere strumentalizzato il nome di partigiani, quindi le nostre vite e i nostri sacrifici in funzione di una battaglia che si spiega solo con l’astio o l’invidia o la voglia di ricicciare della vecchia nomenclatura che coi suoi fallimenti ci ha portato fin qui. Se possibile vorrei raccogliere un p o’di “ve cchi” e fare insieme qualcosa. Purtroppo molti sono un po’ svaniti o spenti e si adagiano per affetto e fiducia cieca a ciò che decide l’Anpi. Se hai qualche consiglio da darmi te ne sarei molto grata. Oltre che sul mio blog scriverò su quello de “i Mille”, ma non so che effetto può avere.

L’8 settembre prossimo siamo chiamati noi di Roma e provincia in Campidoglio dove il prefetto (donna) ci darà le medaglie del governo Renzi, o Ministero della Difesa. Non so che cerimonia pietosa o commovente potrà essere. Cercherò di chiamare qualche giornalista anche per far vedere che moltissimi di quei “ve cchi” non sono iscritti all’Anpi o non lo sono più. Ti abbraccio con tanta gratitudine e …. andiamo avanti

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