Caro Salvini, altro che leva obbligatoria, c’è bisogno di più rispetto

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Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini durante il raduno della Lega a Pontida, Bergamo, 21 giugno 2015. ANSA/PAOLO MAGNI

C’è un gran bisogno di rispetto nella società in cui viviamo, ma proprio questo rispetto di cui lei parla può derivare soltanto dalla consapevolezza che siamo tutti ugual

Riceviamo e pubblichiamo all’interno della nostra community una lettera di un nostro giovane lettore diretta al segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.

 

Caro Matteo Salvini,

Ho letto con molto stupore la proposta del suo partito, tra l’altro portata avanti da lei con molta determinazione, riguardo la reintroduzione del servizio di leva obbligatorio per riportare “ordine, disciplina e rispetto in Italia”. Sul fatto che questo Paese abbia bisogno di più ordine in senso lato, di disciplina e di rispetto verso gli altri sono completamente d’accordo con lei. Anzi, siamo tutti d’accordo con lei.

C’è bisogno di più rispetto quando un non italiano viene offeso, picchiato o denigrato per la sua origine geografica. C’è bisogno di più rispetto quando un bambino in fuga da una guerra di cui non ha nessuna colpa viene trovato morto in riva al mare e la notizia passa inosservata, come una di routine. C’è bisogno di più rispetto quando una donna viene uccisa per mano di chi le professava amore, perché sceglie il divorzio, perché non vuole passare una vita a servizio del marito ma mettere in gioco sé stessa, esercitare il proprio diritto alla libertà e alla vita.

C’è bisogno di più rispetto quando qualcuno giudica male un albergatore che decide di aprire le porte del proprio hotel a delle persone che hanno appena rischiato la vita per un futuro migliore. C’è bisogno di più rispetto quando vengono appesi cartelli fuori dalle scuole, tra l’altro da movimenti sostenitori del suo partito, con scritto “difendiamo i nostri figli dalle teorie dell’omosessualismo”; proprio di fronte alle scuole, quei luoghi in cui dei professionisti cercano ogni giorno di combattere tutte le discriminazioni, di educare all’uguaglianza sociale di ognuno.

C’è bisogno di più rispetto nella politica stessa, quando qualcuno si permette di offendere gravemente e pubblicamente il presidente del Consiglio dei ministri solo perché ha un’opinione politica diversa. E infine, caro Sig. Salvini, c’è bisogno di più rispetto quando una persona viene eletta, in nome del popolo italiano, al parlamento europeo e non si presenta ad una riunione che sia una.

Quindi, c’è sicuramente un gran bisogno di rispetto nella società in cui viviamo, ma proprio questo rispetto di cui lei parla può derivare soltanto dalla consapevolezza che siamo tutti uguali; diversi nella personalità ma uguali nei diritti. E tutto ciò, anche se sfido che lei possa capirlo, non si ottiene con la reintroduzione del servizio di leva obbligatorio ma bensì dalla buona educazione dei nostri figli, delle nuove generazioni. Come dico sempre: insegna a tuo figlio il rispetto verso gli altri e avrai piantato il seme per una migliore umanità.
Concludendo, chiarisco il fatto che io rispetto assolutamente il lavoro di militari e forze dell’ordine. Lo rispetto e lo ammiro; ma obbligare una persona a fare una cosa che non vuole fare, non può essere considerato rispetto. E termino dicendole anche che io ho solo diciott’anni e non ho le soluzioni a tutti i problemi del mondo, ma stia ben certo che non le ha neppure lei.

Grazie per l’attenzione.

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