Caro Rondolino, i numeri parlano chiaro: il Pd perde voti

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Il senatore di Sinistra Dem replica al Fattone di ieri

Spiace leggere dalle colonne del giornale fondato da Antonio Gramsci, un articolo a firma di Fabrizio Rondolino che contiene giudizi sommari nei miei confronti e in cui egli si inventa di sana pianta una ricostruzione che mi vedrebbe protagonista, per di più con l’aggravante dell’accusa di propagandare dati falsi.

Innanzitutto nessuna gestione privata dei dati: lunedì e martedì scorsi sono uscite decine di lanci di agenzie su mie elaborazioni dei dati sulle amministrative 2016 (astensionismo, sindaci al primo turno, andamento di Pd, centro-sinistra, M5S, Forza Italia, centro- destra ecc.). Da moltissimi anni, come i dirigenti piemontesi dei Ds prima e del Pd oggi potrebbero testimoniare, mi dedico all’analisi del voto, sia quando le elezioni ci hanno visto vincitori sia quando siamo stati perdenti e di recente ho anche pubblicato un libro dal titolo “Fuga dalle urne. Astensionismo e partecipazione elettorale in Italia dal 1861 a oggi”.

Anche quest’anno, come sempre, ho dato il mio contributo. In questi giorni, in più articoli, Il Fatto Quotidiano e altri quotidiani nazionali come, ad esempio, il Corriere della Sera e il Quotidiano Nazionale hanno ritenuto queste analisi utili e interessanti e le hanno inserite nei loro commenti del voto di domenica scorsa. L’Unità, salvo errori, no: ma questo rimane nella legittima autonomia giornalistica. Altra cosa è lanciare accuse nei miei confronti ai limiti della diffamazione.

Ma stiamo ai dati, perché credo che un’analisi seria sul voto debba basarsi sui confronti dei voti reali e non su stime di vario genere e in alcuni casi anche di dubbio fondamento. Nei 25 comuni capoluogo di provincia, ad esempio, i votanti sono passati da 4.152.399 a 3.852.616, con una diminuzione in termini percentuali del 4,3%. I candidati sindaci del centro-sinistra hanno ottenuto il 32,8% dei voti validi contro il 43,3% delle precedenti elezioni (-10,5%). Le liste con il simbolo del Pd ottengono nel 2016 il 21,1% (-5,1% rispetto alle precedenti elezioni), a cui è corretto aggiungere il contributo della maggiore lista civica di ogni coalizione di centro-sinistra nei singoli comuni pari al 4,8% (+0,7%): si arriva così al 25,9% (-4,4%). In valore assoluto, le liste con il simbolo del Pd sono passate da 928.136 voti agli attuali 723.169, mentre i consensi al primo turno ai candidati sindaci del centro-sinistra sono scesi da 1.736.341 a 1.212.532.

Potrei continuare con i dati, ma mi fermo qui perché credo che adesso la priorità siano i ballottaggi e ogni energia dovrebbe essere indirizzata al sostegno dei nostri candidati. Non posso non osservare, però, con stupore e amarezza che il giornale che dovrebbe essere di riferimento del mio partito (di tutto il partito), preferisce invece dedicare spazio per lanciare accuse volgari e senza fondamento a un senatore del Pd.

 

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